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CANNES 2018 Quinzaine des Réalisateurs

Recensione: The Load

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- CANNES 2018: Il primo film di finzione di Ognjen Glavonić è uno sguardo severo su un crimine di guerra in Kosovo e le sue conseguenze, con un’incredibile performance di Leon Lučev come protagonista

Recensione: The Load
Leon Lučev in The Load

Il primo film di finzione del regista serbo Ognjen Glavonić, The Load [+leggi anche:
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, ha avuto la sua première mondiale nella sezione Quinzaine des Réalisateurs del Festival di Cannes. Dopo il suo documentario Depth Two [+leggi anche:
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, presentato al Forum del Festival di Berlino 2016, questo dramma di strada con forti elementi thriller riprende lo stesso tema di un crimine di guerra perpetrato in Kosovo nel 1999, durante il bombardamento della Jugoslavia da parte della NATO.

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Tuttavia, mentre Depth Two è pieno di informazioni, in The Load, Glavonić le abbandona favorendo un’opera d’atmosfera che implica più di ciò che mostra, focalizzandosi su un camionista Vlada (la celebrità croata Leon Lučev), che trasporta un carico di natura a lui sconosciuta dal Kosovo a Belgrado. 

Dal momento in cui Vlada prende il camion in una fabbrica del Kosovo fino a quando lo scarica a Belgrado, la camera della direttrice della fotografia Tatjana Krstevski è puntata principalmente sul camionista mentre guida il camion e sul suo viso, che esprime la sua angoscia e il suo dolore interiori in risposta alla sua situazione, ma anche i suoi ricordi e le domande che si pone a causa della situazione. Non sa cosa sta trasportando, ma deve lavorare segretamente, poiché gli è stato detto di non fermarsi fino a quando non raggiunge la destinazione. Tale segretezza gli fa pensare che il carico non sia composto da semplici beni di prima necessità. Tuttavia, Vlada ha una famiglia da mantenere durante la guerra, ed è questa la sua massima priorità.

Per strada darà un passaggio a un teenager autostoppista, Pava (Pavle Čemerikić), che sta andando via per cercare una vita migliore in Germania. Pava conosce la strada e gliela indica quando il camion viene bloccato da un’auto in fiamme. Un documento in una busta blu dato a Vlada dai suoi datori di lavoro spedisce immediatamente un agente di polizia a fermarli correndo per le colline, per poi porgere loro tante scuse.

Pava rappresenta anche la generazione di Glavonić, che è cresciuta durante la guerra. Pava aveva una band punk, qualcosa che i ragazzi serbi facevano ancora negli anni ’90, e suona una canzone a Vlada, che ha un figlio adolescente a casa. Questa parte aggiunge al film il cruciale contesto generazionale, così come fa una storia su un accendino dato a Vlada da suo padre, il quale ha combattuto nella Seconda guerra mondiale. Ma nessun errore: non c’è alcun sentimentalismo nel film severo e inevitabilmente dark di Glavonić. Con una sbiadita palette grigia e beige, case decadenti, terreni infangati e macchine arrugginite sparpagliate lungo la strada, il tono che il regista sceglie è molto basso – quasi il latrato di un animale ferito ma pericoloso.

Durante il film, la guerra fa da sfondo – all’inizio, da lontano oltre le colline, si vedono i bagliori dei missili aerei, ma a malapena se ne sente il suono. A differenza di Depth Two e sulla ricerca sul crimine di guerra basata su fatti, in The Load Glavonić fornisce un quadro della società e il destino di veri esseri umani durante la guerra, oltre a far suo quello che la sua generazione ha ereditato da quella precedente.

Il più grande risultato del film è come riesce a trasmettere tutte queste questioni al pubblico con mezzi così scarsi. E ciò ha richiesto un attore molto speciale nel ruolo principale: si tratta della più incredibile performance di Lučev che rende l’attuazione dell’idea di Glavonić non solo possibile ma anche notevolmente chiara.

The Load è stato coprodotto da Non-Aligned Films (Serbia), Cinéma Defacto (Francia), Kinorama (Croazia), e Three Garden Films (Iran). New Europe Film Sales (Varsavia) ha i diritti internazionali.

(Tradotto dall'inglese da Francesca Miriam Chiara Leonardi)

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