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CANNES 2018 Quinzaine des réalisateurs

Recensione: Le Monde est à toi

di 

- CANNES 2018: Romain Gavras dirige un film esilarante con una trama ben sviluppata su una banda di piccoli spacciatori che giocano a fare i gangster sulla Costa Brava

Recensione: Le Monde est à toi
Vincent Cassel, Isabelle Adjani e François Damiens in Le Monde est à toi

Otto anni dopo il suo primo lungometraggio, Notre jour viendra [+leggi anche:
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, Romain Gavras torna con una commedia su un gruppo di piccoli spacciatori di droga della banlieue intitolata Le Monde est à toi [+leggi anche:
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, una sorta di Guy Ritchie alla francese in vacanza al Club Med che ha fatto molto ridere il pubblico della Quinzaine des Réalisateurs del 71° Festival di Cannes.

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Gli ingredienti sono gustosi, e il cast formidabile. Prendete un figlio di mamma di nome Farés (Karim Leklou) che ne ha abbastanza di essere succube della genitrice (un’inestimabile Isabelle Adjani, castrante come poche, che non ne fa passare una), leader di una scatenata banda di ladre di grandi magazzini, e vuole diventare il rappresentante del franchise Mr. Freeze nel Maghreb, il che richiede previamente, per l’investimento iniziale, un trasferimento veloce di hashish. Aggiungete una banda di perdenti molto pittoreschi: un boss della cité coi nervi a fior di pelle, una gang di zairesi ossigenati che a ogni udienza in tribunale danno molto filo da torcere al loro avvocato di periferia (Philippe Katerine), due scagnozzi non molto più intelligenti che sembrano vivere in un gioco della Playstation, senza dimenticare un loser complottista ossessionato dagli Illuminati che vede triangoli ovunque e che le canzoni di Daniel Balavoine fanno riflettere profondamente (Vincent Cassel, ovviamente) e un bella ragazza araba che ha sempre la risposta pronta (Oulaya Amamra, protagonista di Divines [+leggi anche:
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, sempre così pungente). Trasportate tutte queste persone sulla Costa Brava e condite il tutto con una gang di scozzesi corpulenti dal forte accento, occhiali da sole Gucci, musica varia degli anni '80 con cui giocare al karaoke, e un "fixer" incarnato dallo spassoso François Damiens (perché immaginiamo che il progetto di Farés, già fragile nel quartiere, non mancherà di fallire su scala internazionale), e non rimarrete delusi!

Pur accrescendo la confusione, tra colpi bassi e truffe sempre più contorte, la sceneggiatura ben composta da Gavras con Karim Boukercha e Noé Debré cade sempre in piedi, oltre ad offrirci dialoghi piuttosto divertenti il cui umorismo non è solo nel dialetto. Ha inoltre la grazia di non prendersi sul serio in nessun momento, anche quando tratta l'ingrato rapporto madre-figlio che curiosamente avvicina Farés alla povera figlioletta dello scozzese (la gara di ignominie parentali tra loro è esilarante, perché se Adjani si fa scappare frasi come "potrei averti lasciato sui gradini di una chiesa, e oggi saresti pedofilo", il gangster d’oltremanica ha deciso di iscrivere la sua piccola in una scuola per bambini ritardati per ottenere i sussidi destinati agli spastici...) e ammorbidisce semplicemente ciò che è necessario senza deviare dalla commedia.

Un altro motivo di fondo si inserisce alla perfezione, molto piacevolmente: la superiorità di tutte le donne del film sulle diverse bande di nazisti che si disputano la droga e il denaro, ed è tutto merito di Gavras e dei suoi fantastici attori e attrici.

Le Monde est à toi è prodotto da Iconoclast Films, Chi-Fou-Mi Productions, StudioCanal, NJJ Entertainment, Tribus P Films e 120 Films. Le vendite internazionali del film sono affidate a StudioCanal.

(Tradotto dal francese)

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