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FILM Francia

Recensione: Volontaire

di 

- Hélène Fillières racconta l’integrazione nel virile universo militare di una giovane donna tenace molto ben interpretata da Diane Rouxel

Recensione: Volontaire
Diane Rouxel in Volontaire

"I deboli periscono, i forti sopravvivono", "non bisogna mai mostrare le proprie falle a qualcuno, altrimenti ci si tuffa dentro". L'ambiente militare è un mondo chiuso, molto codificato, dove il raduno mattutino per l’alzabandiera è l'occasione di brevi promemoria intransigenti sui fondamenti del mestiere ("Valori e Disciplina"), dove di tanto in tanto si ascoltano aneddoti di missioni all'estero (in Afghanistan, ad esempio) e dove generalmente c'è un'atmosfera iper maschile punteggiata da percorsi a ostacoli, la mitologia delle gesta dei veterani, le uscite alcoliche nei locali notturni, i rituali di attesa quotidiana e brevi scambi basate sui rapporti gerarchici. In breve, un mondo molto poco femminile a priori, ma il cui versante femminile sembra interessare ultimamente molte cineaste francesi giacché dopo le sorelle Coulin (Voir du pays [+leggi anche:
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nel 2016), tocca ora a Hélène Fillières trattare il tema in Volontaire [+leggi anche:
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(suo secondo lungometraggio dopo Une histoire d'amour [+leggi anche:
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), in uscita nazionale via Gaumont

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Alta 1m63, 23 anni, due anni di preparazione letteraria, una laurea in scienze politiche, una silhouette di fuscello con gli occhi chiari: Laura (Diane Rouxel) non ha assolutamente nulla della "soldato Jane". Con grande incomprensione ("ma cosa ti ha preso?") di sua madre (Josiane Balasko) e un po' al buio ("mi sono buttata senza sapere bene dove stessi andando") si è arruolata nella Marina. Diventata la recluta Baer, viene assegnata alla Scuola dei Fucilieri di Marina come ufficiale della Tradizione incaricata di assistere il numero due della struttura, "il temibile comandante Rivière" (Lambert Wilson), soprannominato "il monaco" dal suo vecchio compagno d’armi Albertini (Alex Descas) e considerato come "un muro" dall'intera truppa. Presto ribattezzata "la miss", Laura apprende gli usi e i costumi del luogo con l’aiuto della recluta Dumont (Corentin Fila) e tenta di contrastare i pregiudizi del suo superiore sui presunti limiti delle donne. Una sfida anche con se stessa che tuttavia non ha nulla di scontato...

Il punto di forza di Volontaire è senza dubbio Diane Rouxel che conferma ruolo dopo ruolo il suo variegato potenziale (A testa alta [+leggi anche:
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, prossimamente in Marche ou crève). Il film in compenso presenta qualche problema, non tanto perché il suo ritratto della vita militare potrebbe sembrare un po’ caricaturale a prima vista (ma non lo è veramente, perché l'esercito è un grande teatro di atteggiamenti marziali in superficie e di comportamenti probabilmente molto diversi altrove) quanto piuttosto a causa della poco credibile tensione sessuale alla base del rapporto tra Laure e il comandante Rivière (Lambert Wilson fa comunque quello che può in un ruolo molto difficile). Un legame al centro della trama la cui artificialità si riflette su tutto il resto.

Volontaire è prodotto da Albertine Productions con Gaumont che guida le vendite internazionali.

(Tradotto dal francese)

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