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MONACO 2018

Recensione: A Young Man With High Potential

di 

- Dietro la sua atmosfera blanda, questo film di Linus de Paoli, a Monaco in anteprima mondiale, è radicale e inquietante come il suo solitario personaggio principale

Recensione: A Young Man With High Potential
Adam Ild Rohweder in A Young Man With High Potential

Dopo il cortometraggio post-apocalittico The Boy Who Wouldn't Kill, premiato a Sitges, e il futuro distopico di Dr. Ketel (2011), Linus de Paoli mostra nuovamente di voler turbare profondamente il pubblico in A Young Man With High Potential [+leggi anche:
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scheda film
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, co-firmato con Anna de Paoli, sua moglie e co-sceneggiatrice. Il film, girato in inglese, proiettato in anteprima mondiale al Festival di Monaco nella sezione Nuovo cinema tedesco, propone una sorta di distopia tanto più terrificante in quanto è ambientata nel presente. Conciso e giustamente minimalista nel suo dispositivo (pochi personaggi, un appartamento ristretto, rigida unità d'azione), si apre e si chiude con un ambiguo interrogatorio condotto da un personaggio noir per eccellenza, una detective privata stranamente affabile (interpretata da Amanda Plummer), nella casa del solitario ricercatore informatico Piet (il danese Adam Ild Rohweder).

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Il resto del film, formulato come un flashback, narra l’arrivo improvviso nella vita routinaria di Piet di un’attraente studentessa/ammiratrice che desidera assisterlo nelle sue ricerche. Con grande sorpresa di questo inquietante e goffo geek che si occupa di rilevare le tracce lasciate sul web (il che lo porta a riflettere sulle implicazioni morali dell'impunità garantita), instaurano una relazione che sembra fargli inizialmente bene. Ahimè (soprattutto per Klara, interpretata dalla polacca Paulina Galazka), il divario irrimediabile tra i due diventa rapidamente ovvio, come se vivessero su due piani diversi, escludendo assolutamente qualsiasi compenetrazione. Questa constatazione rende Piet, improvvisamente e inavvertitamente, l'autore di un crimine brutale di cui si impegnerà, anche qui, a cancellare le tracce, ma secondo il metodo tradizionale.

Quando la detective se ne va, nessuna risposta è stata data. Così come è difficile determinare se la malattia sociale di Piet sia dovuta alla sua esposizione al virtuale o a una patologia innata, non c'è alcun modo di collocare l'atto radicale (niente di "potenziale" qui!) cui abbiamo appena assistito. Si viene tenuti in uno stato leggermente allucinatorio dal clima irreale di questo mondo nascosto, invisibile, dove lo sterile e il cruento si mescolano come se niente fosse, senza che nessuno se ne accorga. Non si è esattamente sicuri di ciò che si è visto, perché qualsiasi traccia (motivazione dell'atto, angolo morale...) che compare fugacemente viene immediatamente nascosta. Questo articolare un proposito per poi cancellarne immediatamente tutti gli argomenti può disorientare, dare un’impressione di incompiutezza o di mancanza di risorse, ma è proprio questa impassibilità coraggiosa ad essere impressionante in questo film dove tutto, infine, rimane potenziale, anche dopo l’epilogo, fino alle ultime parole che ascoltiamo. Che si aderisca completamente al procedimento o meno, si può solo salutare l'autentica originalità del gesto.

A Young Man With High Potential è prodotto da Schattenkante in coproduzione con Hahn Film. Le vendite internazionali del film sono gestite dai canadesi di Raven Banner Entertainment.

(Tradotto dal francese)

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