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LOCARNO 2018 Piazza Grande

Recensione: What Doesn’t Kill Us

di 

- LOCARNO 2018: Il Locarno Festival presenta nella suggestiva cornice della Piazza Grande, l’ultimo film della regista tedesca Sandra Nettelbeck

Recensione: What Doesn’t Kill Us

Sandra Nettelbeck è un personaggio noto del Locarno Festival e più in particolare della Piazza Grande dove ha già presentato due film: Bella Martha [+leggi anche:
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 nel 2001 e Mr. Morgan’s Last Love [+leggi anche:
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intervista: Sandra Nettelbeck
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 nel 2013. Quest’anno ha deciso di regalare ai festivalieri il suo ultimo film What Doesn’t Kill Us [+leggi anche:
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, una commeddia frizzante e ammettiamolo pure, toccante, dal ritmo sostenuto. Un “guilty pleasure” rigenerante. 

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Padre divorziato con due figli adolescenti, Max cerca di sopravvivere ad una vita frenetica grazie al sostegno della ex moglie che è al contempo anche la sua migliore amica. La sua seconda casa è il suo studio di psicoterapia dove accoglie pazienti attanagliati da manie e dubbi esistenziali che li hanno portati sull’orlo del precipizio. Ad accompagnarlo nelle sue peripezie un cane che sembra incarnare il suo lato emotivo e segreto, esprimendo (chi lo dice che gli animali non possono farlo?) quello che lui non riesce o non vuole piu esprimere. Max non avrebbe bisogno di nuove sfide ma piuttosto di un pò di sano relax. La vita riserva però spesso sorprese inattese. Sophie, giocatrice d’azzardo compulsiva con un problema di fidanzati si presenta al suo studio stravolgendo il suo mondo. L’amore sembra bussare alla sua porta, ma come affrontarlo? Come fare a mantenere un atteggiamento professionale quando i sentimenti prendono il sopravvento? Come fare ad aiutarla senza negare l’evidenza dei fatti? Combattuto tra cuore e coscienza professionale, a Max non resta che salvare il salvabile alla ricenca di un equilibrio emotivo che continua a sfuggirgli di mano. 

La scena iniziale del film, che mostra un canile pieno di quadrupedi rinchiusi in piccole gabbie sembra riassume in sè il comportamento dei personaggi di What Doesn’t Kill Us, progionieri spesso incoscienti della propria vita. Una prigione autoimposta però, dalla quale sarebbe facile fuggire ma che è diventata, con il passare degli anni, anche un rassicurante rifugio.

I personaggi che popolano il film di Sandra Nettelbeck sembrano non riuscire più ad affrontare un quotidiano che credono non poter più controllare. Come fare a gestire le proprie emozioni quando si è ormai a fior di pelle, esposti senza protezione al ciclone della vita? Lo studio di Max diventa in questo senso il centro nevralgico e l’ancora di salvataggio della loro esistenza, sorta di camera di decompressione prima di emergere alla superfice. Le vicende, le avventure dei personaggi di What Doesn’t Kill Us si intrecciano nel suo studio, si nutrono mutualmente come se la vita stessa ne dipendesse. Riusciranno a trovare il coraggio di affrontare i fardelli del passato ma anche di un presente che pesa spesso come un macigno?

What Doesn’t Kill Us riesce ad evitare con maestria la trappola del melodramma grazie ad una galleria di personaggi (e di ottimi interpreti) brillanti e toccanti che ci trasportano nel loro mondo fatto di psicosi amorose ma anche di speranza in un futuro dove tutto sembra miracolosamente più semplice. Insomma, una sorta di terapia di gruppo dove la parola d’ordine è lasciarsi andare, senza paura del ridicolo.

What Doesn’t Kill Us è prodotto da Sommerhaus Filmproduktion e coprodotto da Cine Plus FilmproduktionRuhrsoundStudios e ZDF. La distribuzione internazionale è affidata a Beta Cinema.

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