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TORONTO 2018 Special Presentations

Recensione: Mothers’ Instinct

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- TORONTO 2018: Il belga Olivier Masset-Depasse fa affidamento su Veerle Baetens e Anne Coesens per un thriller psicologico d'atmosfera, femminile e nostalgico ambientato negli anni '60

Recensione: Mothers’ Instinct
Anne Coesens e Veerle Baetens in Mothers’ Instinct

Il regista e sceneggiatore belga Olivier Masset-Depasse esordì a Toronto nel 2006 con Cages [+leggi anche:
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; più tardi, il suo secondo thriller psicologico, Illegal [+leggi anche:
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 (2010), fu selezionato alla 42ma Quinzaine des Réalisateurs a Cannes. Mothers' Instinct è il terzo lungometraggio di Masset-Depasse, e ha avuto la sua prima mondiale come Special Presentation al 43° Festival di Toronto.

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Due migliori amiche, Alice (Veerle Baetens) e Céline (Anne Coesens), hanno una relazione speciale. Vivono con le loro famiglie nella Bruxelles suburbana degli anni '60, in due identiche case borghesi adiacenti. Il loro legame è stato trasmesso ai loro figli di otto anni, Théo e Maxime, che sono cresciuti insieme e sono come fratelli. Anche i loro mariti, Simon (Mehdi Nebbou) e Damien (Arieh Worthalter), condividono tale vicinanza, e le due famiglie vivono praticamente in simbiosi. Ma un giorno avviene la tragedia: Maxime muore in un incidente di cui Alice è testimone ma che non riesce a evitare. Céline accusa Alice di non aver salvato suo figlio e il suo atteggiamento cambia completamente. La loro relazione, una volta perfetta, inizia a sfaldarsi, mentre Alice ha paura che la sua amica inizi a cercare vendetta.

Masset-Depasse sa come creare film basati su personaggi femminili forti e impegnati, e Mothers' Instinct è un thriller psicologico femminista intensamente atmosferico e vividamente nostalgico. Ispiratosi liberamente al romanzo crime machiavellico contemporaneo Behind the Hatred della scrittrice belga di successo Barbara Abel, il regista, insieme a Giordano Gederlini, ha adattato e collocato la storia negli anni '60, dandole una sensazione piuttosto retrò ma, allo stesso tempo, intrigantemente dark, nonostante l’ambientazione assolata. Uno sfondo appropriato per questo thriller pieno di contraddizioni, un gioco di specchi tra due mondi che inizialmente sembrano identici, prima di cadere a pezzi.

Riguardo alle attrici protagoniste, Baetens (Alabama Monroe [+leggi anche:
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) ritrae un tipico personaggio "biondo", nella classica tradizione di Hollywood, intelligente e portatore di tutto ciò che è buono e innocente, mentre la paura nel film deriva dalla forte, manipolativa ma accattivante "bruna" interpretata da Coesens (premiata per la sua interpretazione in Illegal). Oltre alla sceneggiatura, Masset-Depasse infonde anche l'estetica del film con una pletora di dettagli elaborati. Racchiudendo tutto all'interno delle case adiacenti – spazi claustrofobici, paralleli ma isolati – accentua la tensione e permette alle due protagoniste femminili di sfidarsi. Ogni passo che fanno altera il delicato equilibrio della loro guerra silenziosa.

Come ampiamente previsto, narrativamente, Mothers' Instinct segue un tipo di storytelling piuttosto classico e lineare, che favorisce sia lo sviluppo della suspense che quello dei personaggi. Indubbiamente, ci sono chiare influenze hitchcockiane, sia nella trama che nei movimenti di macchina, ma l'influenza di Claude Chabrol è anche abbastanza evidente. Visivamente, l'omaggio alla palette Technicolor color pastello nella cinematografia di Hichame Alaouie aggiunge alcune pennellate di Douglas Sirk, e il tocco finale viene dal lavoro orchestrale di Frédéric Vercheval, che segue chiaramente le orme dei chiller anni '60.

Mothers’ Instinct potrebbe essere tacciato di non offrire nulla di rivoluzionario, in quanto richiama direttamente i classici, ma è invece un tour de force del genere. Resta fedele a una forma di intrattenimento vecchia scuola, orientata al pubblico e riesce a mantenere lo spettatore all’erta, aggiungendo un pizzico di nostalgia.

Mothers’ Instinct è una coproduzione belgo-francese di Jacques-Henri Bronckart (Versus Production), con Carole ScottaSimon ArnalBarbara Letellier (Haut et Court), Bart Van Langendonck (Savage Film), VOO, Be TV e RTBF, e con la partecipazione di Canal+ e Ciné+. Le vendite internazionali sono gestite da Indie Sales.

(Tradotto dall'inglese)

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