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Dalecarlians

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- Un film d’esordio forte e convincente, un frammento di riunione famigliare à la Bergman con lievi tocchi di humour, ambientato nel cuore della Svezia, la provincia di Dalecarlia

Dalecarlians

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(Masjävlar) di Maria Blom, tre volte premiato agli Oscar Svedesi 2005 (Guldbagge Awards) è un film d’esordio forte e convincente, un frammento di riunione famigliare à la Bergman con lievi tocchi di humour, ambientato nel cuore della Svezia, la provincia di Dalecarlia. Un mix perfetto che ha spinto il film ai primi posti della classifica nazionale con più di 800.000 presenze, da quando è stato distribuito lo scorso dicembre.

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Mia (Sofia Helin), una trentenne single di Stoccolma all’apice della sua carriera, si riprende da una sbornia e faticosamente si mette in viaggio per andare a trovare i suoi per il settantesimo compleanno del padre. Torna nel piccolo villaggio nella provincia svedese di Dalecarlia, a nord di Stoccolma, che aveva lasciato 15 anni prima per ‘farcela’ nella grande città. Si aspetta un festeggiamento tranquillo con i parenti e gli amici più stretti, ma la sorella maggiore, Eivior (interpretata in modo magistrale dall’attrice teatrale Kajsa Ernst), una fobica sull’orlo di un esaurimento nervoso, ha organizzato una grande festa al centro del paese. Appena mette piede nella fattoria dei suoi, Mia deve confrontarsi con i fantasmi del passato e con i problemi famigliari che si era per comodità lasciata alle spalle. I suoi affettuosi genitori vogliono donarle un appezzamento di terra ai confini della loro proprietà per fare in modo che Mia venga a trovarli più spesso. Ma il regalo scatena la furiosa gelosia di Eivior, e accresce la sua a lungo repressa ma ancora forte antipatia per la sorella più giovane. La sorella di mezzo, Gunilla (Ann Petrén) è appena tornata da un viaggio a Bali dove ha lasciato un amante più giovane ed ha trovato nuova forza per affrontare le sue insicurezze ed il suo matrimonio finito.

Mia incontra vecchie conoscenze, alcuni che non riconosce, altri di cui aveva sentito la mancanza: la sua vicina Barbro, l’unica in grado di ascoltarla e capirla veramente, e suo figlio, una vecchia fiamma, perseguitato dal suicidio del padre, dieci anni prima.
La presenza di Mia risveglia vecchi conflitti che raggiungono l’apice il giorno del compleanno del padre, quando famiglia ed amici, sotto l’effetto dell’acquavite, lasciano emergere liberamente frustrazioni e rabbia.

L’esperienza nel teatro e il forte senso della caratterizzazione di Maria Blom fanno di Dalecarlians una prima prova cinematografica dalla mano sicura e di buon ritmo. Scegliendo l’ambiente famigliare di Dalecarnia, da dove viene la famiglia di suo padre, l’autrice fa un ritratto realistico e tenero degli abitanti del luogo, famosi per la loro cocciutaggine e per il loro timore di trasferirsi anche se solo a mezz’ora di viaggio dalla loro provincia. Blom rende il giusto equilibrio tra dramma e umorismo acre – ancora una volta, tipico in Dalecarnia – che aveva già fatto dell’opera teatrale da cui il film è tratto un vero successo in Svezia. Inoltre, il tema universale dell’incapacità di comunicare ed il sentimento di solitudine in ambito famigliare potrebbe rendere Dalecarlians attraente anche per un pubblico internazionale.

L’intero progetto è stato messo su e supervisionato dall’esperto produttore-imprenditore Svedese Lars Jönsson che ha lanciato con successo anche registi come Lukas Moodysson e Josef Fares. Il film è stato prodotto dalla sua compagnia Memfis Film in co-produzione con Film i Väst, la Televisione Nazionale Svedese SVT, Zentropa Entertainments5 in Danimarca, con il supporto dello Swedish Film Institute e di Canal + in Svezia.

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