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CANNES 2006 Concorso / Spagna

Magia nera e bianca in Il labirinto del fauno

di 

Ultimo film in gara per la Palma d’oro, la produzione ispano-messicana Il labirinto del fauno [+leggi anche:
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scheda film
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di Guillermo del Toro ha conquistato questa mattina i favori del pubblico del Grand Théâtre Lumière, trascinandolo in un universo molto originale. Mescolando il realismo del periodo del franchismo in Spagna nel 1944, con un mondo mitologico, il regista messicano ha offerto una bella prova di regia, così come è da segnalare il direttore della fotografia Guillermo Navarro, lo scenografo Eugenio Caballero e il responsabile degli effetti speciali Reyes Abades.

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Ma ridurre il film agli scintillanti effetti visivi non gli renderebbe onore nella giusta misura. Perché il racconto tiene davvero in affanno, con le avventure di Ofelia (Ivana Baquero), una bambina la cui madre incinta si è risposata con un ufficiale franchista (Sergi Lopez) che perseguita i ribelli. Isolata in un mulino nel cuore della foresta, la ragazza è proiettata in un’avventura fantasy (viene da pensare ai romanzi di Robert Holdstock) con fate, fauni, giganti e altre creature fantastiche, buone e cattive…ma c’è un’altra opposizione fra bene e male, quella che vede da una parte la resistenza (incarnata da Maribel Verdu) e dall’altra la dittatura franchista. E sogno e realtà finiranno per confondersi e sovrapporsi.

Prodotto dagli spagnoli di Estudios Picasso / Telecinco e i messicani di Tequila Gang e Esperanto Filmoj, Il labirinto del fauno ha ricevuto il sostegno dell’ICAA ed è rivenduto da Wild Bunch.

(Tradotto dal francese)

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