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FESTIVAL Italia

A Milano Terry Gilliam e quattro europei in concorso

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Al via stasera il settimo Milano Film Festival: in programma fino al 21 settembre, l’evento propone come di consueto una selezione di corti e lungometraggi da tutto il mondo. Documentari e film a soggetto, videoclip e incontri, per un appuntamento attento al cinema indipendente e ai nuovi linguaggi.

Il momento più atteso di quest’anno è la retrospettiva che porterà a Milano l’inglese Terry Gilliam: dell’ex Monty Python si vedranno tutte le opere (tranne l’imminente The Imaginarium of Dr. Parnassus), dai brevi esperimenti surreali degli esordi (Storytime, 1968) ai cult-movie degli anni Ottanta (su tutti Brazil), fino al recente Tideland [+leggi anche:
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Quattro i titoli europei selezionati nel concorso (riservato alle opere prime e seconde). Dall’Ungheria, in anteprima mondiale, Slow Mirror di Igor e Ivan Buharov: una commedia lugubre “che parla di sogni e realtà, e del sottile filo che li separa”, spiegano i fratelli registi, al loro esordio nel lungo dopo molti apprezzati cortometraggi.

Prima europea invece per la coproduzione italo-ceca Peace With Seals di Miloslav Novák, viaggio poetico e folle da Praga alla Sardegna, sulle tracce della foca monaca; e sempre dalla Repubblica Ceca, ma stavolta con capitali cinesi e svedesi, arriva il “detective documentary” (così recita il sottotitolo) Lost Holiday di Lucie Králová.

Arriva dal Certain Regard dell’ultimo Festival di Cannes lo svedese Involuntary [+leggi anche:
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intervista: Erik Hemmendorff
intervista: Ruben Östlund
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di Ruben Östlund, film corale sugli effetti imprevedibili dei comportamenti umani.

Nella sezione “Colpe di Stato – La strategia del terrore in nome della democrazia”, da segnalare almeno The Putin System di Jean-Michel Carrè e Jill Emery, coproduzione franco-tedesco-lituana che scandaglia figura politica e personalità di Vladimir Putin.

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