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Almodovar parla europeo

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- Pedro con il suo Parla con lei vince i premi per il miglior film, regia e sceneggiatura. Migliori attori Castellitto e l'intero cast di 8 donne e un mistero. Il Fipresci va a Loach

Almodovar parla europeo

"Mi dispiace dirlo, ma stanotte è la mia notte!". Miglior film, miglior regista, miglior sceneggiatore, il premio del pubblico. Pedro Almodovar è felice di aver fatto il pieno, ma respinge l'idea di un'Europa che si identifica soltanto con il suo nome. "Tra i candidati c'erano film di alto livello", dice, "e sono molto orgoglioso di questo. Del resto, è stato un buon anno per il cinema europeo. Meno per la Spagna: ci sono stati molti problemi che riguardano la produzione e le tv non comprano film nazionali. Eppure in Spagna c'è una grande vitalità, è nella nostra natura, e i film vanno comunque girati, altrimenti tutta questa energia andrebbe sprecata". Pedro non si arrende. E guarda al futuro: "Sto facendo il casting per il mio prossimo film, La mala educaciòn, a gennaio inizia la preproduzione, ad aprile le riprese. Ma il mio sogno di sempre è quello di girare un film in collaborazione con due grandi europei: Tonino Guerra e Ingmar Bergman".
"Almodòvar è più di un regista, è la tua coscienza", afferma con affetto Victoria Abril. "Con Pedro ho fatto 3 film in 5 anni e ho perso 6 chili". L'attrice spagnola è stata premiata dallo European Academy per il suo successo nel mondo. "Ho cominciato in Spagna, mi sono trasferita a Parigi, ho girato film in Italia e Portogallo. Per vent'anni l'Europa è stata il mio mercato. Ma a partire da ora sono un'attrice planetaria", scherza.
L'attore europeo 2002 parla invece italiano. "Sono felice di essere stato premiato a casa mia", dice Sergio Castellitto, che era candidato per l'interpretazione di due film: Ricette d'amore di Sandra Nettlebeck e L'ora di religione, di Marco Bellocchio . "Lo considero un punto d'arrivo importante. Anzi, una nuova partenza nella direzione del cinema di qualità". Come Almodovar, Sergio Castellitto si sofferma sulle difficoltà del cinema europeo: "La crisi è reale, oggettiva. Siamo tutti tragicamente ottimisti. L'Europa è unita non dall'economia ma dalla cultura, dalla diversità della sua cultura. Ma i tempi sono cambiati e abbiamo difficoltà a rilanciare il cinema come arte popolare. Anche se i segnali positivi ci sono e ho salutato come un fatto eccezionale il successo di un film come quello di Marco Bellocchio". Soltanto un'ora prima, in un intervento video da Parigi trasmesso durante la premiazione, Bernardo Bertolucci aveva detto: "C'è qualcosa di nuovo nel paesaggio italiano. Dei 'bozzoli' che hanno rivelato film come Respiro, L'imbalsamatore, Angela. Forme nuove e preziose, come un'invasione degli ultracorpi".

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