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La fine è il mio inizio: parole e sguardi per raccontare Terzani

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Un uomo in punto di morte racconta la sua vita e le sue esperienze al figlio, e quello che ci si aspetterebbe è un film denso di flashback, di escursioni in altri mondi, giacché l'uomo è Tiziano Terzani e teatro delle sue avventure sono il Vietnam e la sua devastante guerra, la Cina di Mao, l'India di Ghandi, l'Himalaya.

E invece, La fine è il mio inizio [+leggi anche:
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, adattamento dell'omonimo best-seller del grande giornalista e scrittore italiano diretto da Jo Baier, è un lungo dialogo tra padre e figlio, una significativa prova di attori (Bruno Ganz ed Elio Germano), un film "teatrale" girato in un unico luogo: la casa di Orsigna, quella vera, dove Terzani ha trascorso i suoi ultimi giorni, tra gli incontaminati monti della Toscana settentrionale, trasmettendo al figlio Folco le sue riflessioni su vita, malattia e morte.

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Adattati per il grande schermo dallo stesso Folco e dal produttore tedesco Ulrich Limmer, i ricordi del memorabile corrispondente dall'Asia per lo Spiegel e il Corriere della Sera, scomparso nel 2004, sono riportati in modo semplice e diretto: "Ci eravamo chiesti se utilizzare i flashback", spiega Limmer, "ma poi abbiamo deciso di rappresentare una cosa sempre più rara: un uomo che parla, l'altro che lo ascolta".

Una scelta sicuramente coraggiosa, una scommessa vinta grazie all'intensità degli interpreti, alla qualità delle parole pronunciate, alla consapevolezza, da parte dello spettatore, di assistere a un'avventura autentica e, in qualche modo, illuminante. "Più che un film, un'esperienza unica", la definisce Elio Germano, che per calarsi nei panni di Folco ha trascorso due mesi nella casa di Orsigna "a contatto con stelle, montagne, vento e raccogliendo castagne".

Una sfida riuscita anche grazie alla totale assenza di toni melodrammatici: tutto è misurato, trattenuto, come le emozioni di Germano, che attraverso sguardi e silenzi sa esprimere il conflitto innegabile di un figlio verso un padre tanto ingombrante, ma anche la curiosità, il desiderio di capirlo sino in fondo.

Prodotto da Collina Film Production e B.A. Production in collaborazione con Beta Film e Rai Cinema, La fine è il mio inizio esce nelle sale italiane il I aprile con Fandango in 60 copie, dopo aver registrato 230mila spettatori in Germania.

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