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Un Manifesto per tutte le vittime

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- Ingmar Bergman tra i firmatari di un testo promosso da varie personalità del cinema svedese e distribuito alla Semaine: «Anche le azioni di guerra sono terrorismo»

«Ogni anno migliaia di donne, uomini e bambini vengono uccisi durante atti di terrorismo compiuti da individui, gruppi o governi». Così recita il manifesto che un gruppo di cineasti e personalità pubbliche svedesi hanno firmato e distribuito nell'ambito della Semaine de la Critique. All'interno si contestano i metodi di risoluzione dei conflitti internazionali basati su azioni di guerra. Tra i firmatari ci sono Ingmar Bergman, lo sceneggiatore Mikael Bengtsson, la giornalista e scrittrice Maria Pia Boëthius, il regista e attore Hans Alfredson, il regista Lasse Aberg e molti altri. Nel testo si legge ancora: «L´11 settembre 2001, 3018 tra donne, uomini e bambini sono stati assassinati. Durante le azioni militari seguite agli attentati terroristici del 2001, ancora più donne, uomini e bambini sono stati uccisi. Il loro numero si aggira tra i 10.000 e i 50.000. Nessuno si è preoccupato di contare le vittime. Ora, perché distinguere tra atti di terrorismo compiuti dai governi e quelli compiuti da altri?».

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