Roma IFF: l'era Muller si apre con le opere prime
di Camillo de Marco
10/10/2012 - L'era Marco Muller (foto) al Festival Internazionale del Film di Roma si apre con un kolossal, V ožidanii morja (Aspettando il mare) di Bakhtiar Khudojnazarov, una coproduzione russa, tedesca, belga, francese, kazaka e ucraina, che ha impegnato il regista di Luna Papa per sei anni. L'ex direttore artistico della Mostra di Venezia, tornato nella sua città dopo 22 anni e infinite polemiche, firma una prima edizione, organizzata in soli 4 mesi e mezzo, che lui stesso definisce "in embrione". A chi gli chiede, durante la conferenza stampa, dove sono le star e il glamour, risponde secco: le star non sono solo quelle hollywoodiane.
A dispetto delle polemiche politiche, che vedono Muller legato finanziariamente alla giunta regionale appena dimessasi dopo gli scandali per corruzione, i film elencati permettono di prospettare un festival a metà strada tra l'autoriale e il cinema di genere.
Se l'ospite a sorpresa sarà Quentin Tarantino e un premio a Walter Hill porterà nella capitale italiana Sylvester Stallone, protagonista arrugginito del suo ultimo Bulllet in the Head, i titoli interessanti vanno cercati altrove: Una pistola en cada mano del regista e sceneggiatore catalano Cesc Gay (Krámpack), fuori concorso; Ixjana dei fratelli Skolimowski; Un Enfant de toi di Jacques Doillon; Main Dans La Main, di Valérie Donzelli; il giapponese Lesson Of Evil di Takashi Miike; il messicano Mai morire, opera seconda di Enrique Rivero; il russo Nebesnye Ženy Lugovykh Mari (Spose Celestiali Dei Mari Di Pianura) di Alexey Fedorchenko; l'ucraino Vecnoe Vozvrašcenie (Eterno Ritorno) di Kira Muratova.
Dei 15 film in concorso, tre sono italiani: Alì ha gli occhi azzurri, opera seconda di Claudio Giovannesi; E la chiamano estate di Paolo Franchi; Il volto di un'altra di Pappi Corsicato.
Dagli Stati Uniti arrivano A Glimpse Inside The Mind Of Charles Swan III, opera seconda di Roman Coppola, Marfa Girl di Larry Clark e The Motel Life, opera prima di Gabriel ed Alan Polsky.

































