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CANNES 2014 Selezione

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In vista della Croisette

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- Un'invitante lista dei possibili pretendenti a un posto nella selezione il prossimo maggio a Cannes

In vista della Croisette

Mentre la 64ma Berlinale si avvia alla sua chiusura sabato, l'attenzione dei professionisti dell'industria cinematografica mondiale si sposta verso la 67ma edizione del Festival di Cannes (dal 14 al 25 maggio 2014, con una cerimonia anticipata al 24 per le elezioni europee). Se la presidenza della giuria del concorso (Jane Campion - leggi la news) e il film d'apertura (Grace di Monaco di Olivier Dahan - articolo) sono già noti, il mistero aleggia sul programma che sta mettendo in piedi il delegato generale Thierry Frémaux e che sarà annucniato a metà aprile. Ma ecco, per stimolare l'appetito, una lista non completa dei possibili candidati a una selezione nella vetrina del più grande festival mondiale.

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Tra i candidati europei, i più papabili sono Deux jours, une nuit del duo belga Jean-Pierre e Luc Dardenne, Sommeil d'hiver del turco Nuri Bilge Ceylan, The Cut del tedesco Fatih Akin, Jimmy's Hall dell'inglese Ken Loach, Mr Turner del suo connazionale Mike Leigh, On the Milky Road [+leggi anche:
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del serbo Emir Kusturica, White God dell'ungherese Kornel Mundruczo, A Pigeon Sat on a Branch Reflecting on Existence dello svedese Roy Andersson e Leviathan del russo Andreï Zvyagintsev

L'America del Nord è presente con Maps to the Stars di David Cronenberg, Le règne de la beauté di Denys Arcand e Mommy di Xavier Dolan sul fronte canadese, e Inherent Vice di Paul Thomas Anderson, Jersey Boys di Clint Eastwood e Welcome to New York di Abel Ferrara per gli Stati Uniti. Per l'America latina sono da citare Birdman del messicano Alejandro González Iñárritu, Mr Kaplan dell'uruguayano Alvaro Brechner e il nuovo film ancora senza titolo dell'argentino Lisandro Alonso. Tra i possibili arrivi dall'Asia ci sono Still the Water della giapponese Naomi Kawase, Coming Home del cinese Zhang Yimou, The Assassin del taiwanese Hou Hsiao-hsien e The Charming Rose del singaporiano Eric Khoo, mentre l'Africa potrebbe partecipare con Le chagrin des oiseaux del mauriziano Abderrahmane Sissako.

Tra gli outsider europei figurano i tedeschi Christian Petzold e Andreas Dresen, rispettivamente con Phoenix e Als wir träumten, Tourist dello svedese Ruben Ostlund, 1001 grammes del norvegese Bent Hamer, Miss Julie della sua connazionale Liv Ullmann, Amour Fou dell'austriaca Jessica Hausner, Fusi dell'islandese Dagur Kari, senza dimenticare il docu-fiction In the Basement dell'austriaco Ulrich Seidl e ovviamente Adieu au langage di Jean-Luc Godard. Da non tralasciare neppure Mirage dell'ungherese Szabolcs Hajdu, Free Fall di György Pálfi, Xenia del greco Panos Koutras, The Duke of Burgundy del britannico Peter Strickland, Il giovane favoloso dell'italiano Mario Martone e La foresta di ghiacciao del suo connazionale Claudio Noce, e tra i più giovani Zero dell'ungherese Gyula Nemes, Montanha [+leggi anche:
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intervista: João Salaviza
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del portoghese João Salaviza e Le meraviglie dell'italiana Alice Rohrwacher.

Si segnalano inoltre tra gli astri nascenti The Rover dell'australiano David Michôd, la produzione americana The Drop del belga Michaël R. Roskam, L'institutrice dell'israeliano Nadav Lapid.

Sul fronte francese, le possibilità sono diverse con Saint Laurent di Bertrand Bonello, Bird People di Pascale Ferran, Bande de filles di Céline Sciamma, La chambre bleue di Mathieu Amalric, Sils Maria di Olivier Assayas e Retour à Ithaque di Laurent Cantet (che ha una piccola speranza di essere pronto in tempo). Saranno ugualmente pronti La Rançon de la gloire di Xavier Beauvois, Métamorphoses di Christophe Honoré, 3 coeurs di Benoît Jacquot, L'homme que l'on aimait trop di André Téchiné e Le fil d'Ariane di Robert Guédiguian, senza dimenticare The Search del premio Oscar Michel Hazanavicius la cui data d'uscita francese fissata al 26 novembre 2014 è quantomeno lontana da Cannes.

Tra i numerosi lungometraggi francesi candidati a un posto in una delle sezioni della Croisette figurano inoltre Hippocrate di Thomas Lilti, Le dernier coup de marteau di Alix Delaporte, Mon amie Victoria di Jean-Paul Civeyrac, Etats de femmes di Katia Lewkowicz, Gaby Baby Doll [+leggi anche:
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di Sophie Letourneur. Hanno qualche possibilità anche la produzione francese Paradise Lost di Andrea Di Stefano (con Benicio del Toro protagonista) e il politico Clearstream (La justice ou le chaos) di Vincent Garenq. Infine, la sfida sarà particolarmente accanita tra le opere prime francesi, con Qu'Allah bénisse la France di Abd Al Malik, Terre battue di Stéphane Demoustier, Mercuriales di Virgil Vernier, Tristesse Club di Vincent Marriette, Les combattants di Thomas Cailley, Bébé Tigre [+leggi anche:
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di Cyprien Vial, Qui vive di Marianne Tardieu, Hope di Boris Lojkine, Party Girl del trio Marie Amachoukeli - Claire Burger - Samuel Theis, Les Nuits d'été di Mario Fanfani e 98 di Hélène Zimmer.

(Tradotto dal francese)

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