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Je suis Femen, ritratto intimo di un gruppo femminista fuori dal comune

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- Alain Margot, regista svizzero proteiforme, si lancia nell’impresa rischiosa e complessa di tradurre in immagini il percorso difficile e affascinante delle Femen

Je suis Femen, ritratto intimo di un gruppo femminista fuori dal comune

I corpi statuari delle adepte del gruppo, ricoperti di slogan aggressivi che rivendicano libertà, tolleranza e giustizia in un paese, l’Ucraina, in preda alla corruzione e alla repressione, incarnano una volontà quasi epidermica di esprimere la propria rabbia e la propria indignazione. Il documentario di Alain Margot mette in evidenza la realtà complessa, spesso violenta e rischiosa di queste militanti che, prima di tutti, hanno denunciato il malfunzionamento di un governo che non pensa che al proprio tornaconto lasciando un paese alla deriva.

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Tutto è cominciato con un reportage del 2011 per il programma televisivo della RTS “Temps présent”. Il nostro regista svizzero è stato profondamente toccato dalle rivendicazioni di queste valchirie dell’Est ed ha quindi deciso di seguirne l’evoluzione, scrutando grazie alla sua cinepresa le manifestazioni messe in atto dal gruppo ma anche il loro mondo più intimo e segreto. Alain Margot vuole svelare al pubblico chi sono veramente queste donne, cosa si nasconde dietro ai loro visi quasi perfetti, ai loro corpi statuari, che diventano lo strumento della loro lotta. Je suis Femen [+leggi anche:
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mostra come questo gruppo di donne ucraine sia riuscito a diventare un fenomeno mondiale facendo parlare di sé nei media di mezzo mondo.

L’ultimo documentario di Alain Margot è il risultato di tre anni vissuti a stretto contatto con le Femen, condividendone le vittorie ma anche i momenti più duri, quando la spavalderia lascia il posto alla paura e quando la lotta si trasforma in violenza. Particolarmente incisiva è la manifestazione in Bielorussia dove gli angeli della morte di Loukachenko hanno rapito e torturato due dei membri fondatori. 

Il nostro regista romando si è sentito vicino alle cause difese da questo movimento femminista venuto dal freddo che rivendica un mondo più giusto dove possa regnare la giustizia, la democrazia e la libertà d’espressione. La sua è un’ammirazione sincera, un sentimento di vicinanza ad un universo in parte segreto dominato da donne che vogliono cambiare il mondo non con le pistole ma con l’arte della provocazione. Alain Margot ne analizza l’organizzazione dall’interno svelandone i segreti, mostrando le varie tappe di creazione delle manifestazioni, le tattiche e la messa in atto di quello che è conosciuto in inglese come “sextremism”.

Je suis Femen è un film sul femminismo, sulla protesta, sull’opposizione ad un governo che non ha più niente da offrire ma è anche un ritratto intimo di un gruppo di donne che cerca la propria strada in un mondo che le rigetta e che rifiuta di ascoltarle. La protagonista, il filo conduttore del documentario, è Oxana, l’artista del gruppo, uno dei membri fondatori del movimento, la persona che dà colore e traduce in immagini le proteste delle Femen. Alain Margot è rimasto immediatamente affascinato da questa donna forte, segreta ed elegante che sa dare vita ad un universo affascinante fatto di maschere raccapriccianti e di icone bizantine. La sua bellezza risiede nella sua discrezione, nel suo sguardo lucido e realista sul mondo che la circorda, sempre cosciente della difficoltà di vivere in una società patriarcale che si basa esclusivamente sulla corruzione. Senza peli sulla lingua e decisamente sexy, le Femen hanno conosciuto un’ascesa folgorante verso la notorietà e sono diventate il nemico numero uno di molti politici, Putin in testa.

Je suis Femen ci mostra il lato intimo e per certi versi umano di un gruppo di donne in rivolta che ha deciso di vivere secondo i propri ideali. Un documentario che non lascia indifferenti.

Je suis Femen è stato presentato in prima mondiale durante l’ultima edizione di Visions du réel, festival internazionale del film di Nyon, dove ha vinto il premio della giuria-SSA/Suissimage per il medio o lungometraggio svizzero più innovativo.

Je suis Femen è venduto nel mondo da Be For Films.

ArteKino
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