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Dell'arte della guerra: la guerra tra capitalismo e umanità

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- Il documentario italiano, uscito di recente, narra l’eroica storia degli operai che hanno vinto la battaglia contro la macchina capitalista

Dell'arte della guerra: la guerra tra capitalismo e umanità
Dell'arte della guerra di Luca Bellino e Silvia Luzi

Dell'arte della guerra di Luca Bellino e Silvia Luzi è uscito in Italia la scorsa settimana. Questo interessante e importante documentario è la storia degli operai della fabbrica Innse di Milano (in precedenza la famosa Innocenti), che hanno vinto la guerra contro il proprietario, che voleva chiudere la fabbrica, ancora produttiva, per vendere i macchinari e convertire gli spazi in lucrosi edifici residenziali.

Nell’agosto 2009, 14 mesi dopo l’inizio dello smantellamento, quattro operai decisero di fermare il processo salendo su una gru e minacciando di buttarsi di sotto se le loro richieste non fossero state accolte. Numerose circostanze influenzarono gli avvenimenti: il fatto che il sindacato non supportasse i lavoratori Innse, i giochi politici dietro le quinte e una massiccia speculazione legata al crimine organizzato delle società di costruzione che avrebbero trasformato l’area industriale in residenziale (Innse era l’unica fabbrica rimasta nella ex area industriale) sono solo alcuni degli aspetti di una storia complicata che è, in sostanza, quella della lotta tra il capitalismo sfrenato e la semplice umanità, e tra l’apparato statale, privo di volto e di emozioni, e i basilari diritti umani.

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Il titolo Dell'arte della guerra fa subito centro: Vincenzo Acerenza, il più combattivo tra gli operai, e anche l’intervistato più loquace, paragona la loro lotta alla guerra, e compara sviluppi e protagonisti alla strategia militare. “Abbiamo dovuto creare un esercito”, dice Acerenza, mettendo ciascun evento e stato psicologico degli operai/guerrieri in parallelo con le diverse fasi di una guerra.

Bellino e Luzi narrano la storia attraverso l’ottima combinazione di footage televisivo dei servizi dalla fabbrica e lunghe riprese dei magazzini vuoti e interviste con i lavoratori, posti in un ambiente quasi post-apocalittico. L’inventivo uso del suono, i primi piani ravvicinati dei protagonisti e il montaggio dinamico di Bellino danno al film la sensazione di un thriller più che di un documentario.

Proposto in anteprima al Festival di Roma 2012, Dell'arte della guerra di Kino Produzioni ha trovato un distributore solo la scorsa settimana in Lab 80 Films. Il fatto riflette anche le condizioni sociali italiane, argomento centrale di un numero di film ben più elevato dei titoli distribuiti.

(Tradotto dall'inglese)

CNC conférence 6 decembre
 

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