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Polemica sul divieto in Cina del cortometraggio portoghese Red Dawn

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- Il corto, che doveva essere proiettato nell’ambito dell’esposizione "Dov’è la Cina?" a Pechino, è stato ritirato dal programma un’ora prima dell’inaugurazione

Polemica sul divieto in Cina del cortometraggio portoghese Red Dawn
Red Dawn di João Pedro Rodrigues e João Rui Guerra da Mata

Agência, l’Agenzia del Cortometraggio portoghese è rimasta costernata dall’annuncio del ritiro del cortometraggio Red Dawn, diretto nel 2011 da João Pedro Rodrigues e João Rui Guerra da Mata, dal programma dell’esposizione "Dov’è la Cina?", che ha aperto di recente le sue porte a Pechino. Secondo Agência, il film sarebbe stato ritirato un’ora prima dell’apertura dell’evento, dove si trovava il presidente portoghese Aníbal Cavaco Silva, e alcune copie del catalogo sarebbero state confiscate.

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In un incontro con Cineuropa, Salette Ramalho, di Agência ha dichiarato: “Red Dawn è un documentario poetico e visivamente sbalorditivo, fondamentalmente contemplativo, che cattura la realtà dei rituali di preparazione degli animali da consumo nel celebre Mercato Rosso di Macao. Nessuna spiegazione è stata fornita dalle autorità cinesi riguardo all’interdizione di questo film. Agência vuole esprimere la sua solidarietà ai registi e deplora l’inerzia diplomatica constatata durante l’evento, cui il presidente della Repubblica portoghese ha reso visita e che ha ricevuto il suo patrocinio ufficiale”.  

Luis Alegre, uno degli organizzatori dell’evento, ha confidato a Cineuropa: “La censura e i suoi effetti, quale che sia il suo target, è una cosa che ho sempre rifiutato categoricamente. Gli organizzatori della mostra sapevano sin dall’inizio della realizzazione del progetto che la Cina ha un sistema di censura istituzionalizzato”.

“La rilevanza di questa mostra ha anche a che vedere con la piena coscienza dell’importanza delle immagini nel mondo moderno. Ogni sistema che mira a nascondere delle immagini produce inevitabilmente un gran numero di conseguenze, perché sappiamo che senza immagini corriamo il rischio di diventare vulnerabili dinanzi a ‘forze’ che sono dappertutto e distruggono tutto ciò che trovano al loro passaggio. Purtroppo, queste ‘forze’ hanno agito su due dei 27 lavori esposti a Pechino. Gli effetti sono stati sentiti in tutto il mondo, non solo dagli artisti, ma anche dal pubblico in Cina”.

Per João Pedro Rodrigues: “Quando si fa un film, ovviamente si vuole che venga visto dal maggior numero di persone possibile, e questa sarebbe stata una buona occasione per mostrare il nostro lavoro a Pechino, nell’ambito di un dialogo che riunisce i lavori di artisti cinesi e portoghesi. Sapevamo che il nostro film doveva essere approvato dalle commissioni di censura, ma visto che Red Dawn è stato girato a Macao (quindi in territorio cinese) con il sostegno dell’Istituto Culturale di Macao, e che si tratta di un documentario che ci fa vivere una giornata nel mercato più emblematico di Macao, non abbiamo pensato un solo istante che avremmo avuto problemi con la censura. Non essendo a Pechino, attendiamo ancora una spiegazione da parte delle autorità cinesi riguardo a questa situazione assurda e inaccettabile”.

“E’ peraltro inaccettabile che il presidente portoghese non abbia detto niente al momento e che l’ufficio stampa presidenziale abbia negato, una settimana dopo a Lisbona, che il presidente fosse a conoscenza di quello che era successo”, ha aggiunto il regista.  

(Tradotto dall'inglese)

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