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PREMI Germania/Svizzera

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La Svizzera celebrata al Deutscher Kamerapreis

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- Lutz Konermann, Hansjörg Weissbrich, Bigna Tomschin e Renato Berta sono i nomi che hanno messo il cinema svizzero all’onore durante la ventiquattresima edizione del prestigioso Deutscher Kamerapreis

La Svizzera celebrata al Deutscher Kamerapreis
I vincitori di Deutscher Kamerapreis

Successo svizzero a Colonia dove quattro premi sono stati attribuiti alla cinematografia elvetica, distinzioni culminate con il prestigioso Premio d’onore andato al grande direttore della fotografia svizzero Renato Berta. La sua carriera è marcata da collaborazioni prestigiose con grandi registi quali Claude Chabrol, Eric Rohmer, Patrice Chéreau o ancora le sue lunghe collaborazioni con Manoel de Oliveira, Amos Gitai e Alain Tanner. Con quest’ultimo ha mosso i primi passi nella “corte dei grandi” collaborando come direttore della fotografia a sei dei suoi film.

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Renato Berta ha segnato con il suo stile limpido, preciso e il suo sguardo unico la cinematografia del suo paese, soprattutto grazie al suo lavoro con registi del Nuovo cinema svizzero quali Tanner, Goretta e Daniel Schmid, così come il panorama cinematografico europeo. Negli ultimi 45 anni il suo lavoro accurato e appassionato su film diventati emblematici come L’Homme blessé di Patrice Chereauo Au revoir les enfants di Louis Malle (premiato con un César per la fotografia), ha marcato indelebilmente il cinema europeo.

Un altro riconoscimento (per la fotografia) nella categoria documentari è andato invece a Lutz Konermann per My Name is Salt [+leggi anche:
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 di Farida Pacha. La sua camera ha seguito la vita difficile di famiglie di contadini indiani che lavorano principalmente nell’estrazione del sale in regioni desertiche dai toni quasi apocalittici. La giuria ha voluto premiare il suo sguardo potente e ricco che domina l’”aridità” di un paesaggio scarno, al limite dell’alienazione.

Il tedesco Hansjörg Weissbrich ha invece trionfato nella categoria montaggio (lungometraggi) grazie alla sua collaborazione con la regista svizzera Petra Volpe sul film Traumland (pluricandidato all’ultima edizione del Premio del cinema svizzero).

Per finire, la giovane Bigna Tomschin è stata premiata per il montaggio nella categoria nuove leve con il suo film di diploma (Scuola superiore di arte e design di Zurigo) Blue Blue Sky

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