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LOCARNO 2014 Piazza Grande

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À la vie: tutto su sua madre

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- Jean-Jacques Zilbermann ci racconta sua madre: donna, deportata, comunista, moglie e amante

À la vie: tutto su sua madre

Jean-Jacques Zilbermann è visibilmemte emozionato quando sale i gradini del palco della Piazza Grande a Locarno, non perchè abbia addosso i quattordicimila occhi della piazza, ma perché questi, di lì a poco, si sostituiranno ai suoi di bambino che osservava sua madre.

Deportata ad Auschwitz neanche ventenne, Hélène fa la conoscenza di Lili, un'olandese, e di Rose, un'altra francese. Nel campo le tre donne si aiutano reciprocamente a sopravvivere, ma al momento della liberazione vengono separate. Rose viene data per morta, mentre Hélène e Lili sono rimandate nei loro paesi d'origine. A Parigi Hélène ritrova l'uomo della sua vita, a sua volta segnato dalla deportazione e dalle sevizie che l'hanno reso impotente, con cui si sposa poco dopo. La ricerca di Lili dura 15 anni, si danno appuntamento a Berck-sur-mer, nel nord della Francia, dove quest'ultima si presenta con Rose, miracolosamente scampata alla liquidazione di Auschwitz da parte dei nazisti.

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Lo sguardo della telecamera di Zilberman in À la vie [+leggi anche:
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è delicato e profondo, come probabilmente fu quello della madre, e con rispetto ci racconta il primo incontro delle tre donne dopo l'inferno del campo di concentramento. La settimana che trascorrono insieme sulla costa francese è un contagioso inno alla vita, un rito collettivo per superare l'orrore attraverso l'amicizia, l'ironia, le confessioni più intime e la voglia di guardare al futuro.

L'ambientazione nella Francia degli anni '60, l'apice della leggerezza e delle speranze nel secondo dopoguerra, è una precisa scelta narrativa; un modo, spiega il regista, "per rendere più profondo il racconto immergendoci nella gioia spensierata di quegli anni". Le convincenti interpretazioni di Julie Depardieu (Hélène), Johanna Ter Steege (Lili) e Suzanne Clément (Rose) rendono onore alla straordinaria normalità delle tre donne.

Il film è prodotto da Elzévir Films (Parigi), i diritti mondiali sono detenuti da Le Pacte.

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