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Horse Money, un viaggio epico dall'ombra alla luce

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- L’ultimo film di Pedro Costa, in Competizione internazionale al festival di Locarno, ci parla di fantasmi che dal bordo di un letto d’ospedale cercano di ricostruirsi un'identità

Horse Money, un viaggio epico dall'ombra alla luce

Horse Money (Cavalo Dinheiro) [+leggi anche:
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scheda film
]
, l’ultimo film di Pedro Costa, si apre con gli unici brandelli concreti di una storia che in realtà non esiste più se non nel cuore di coloro che l’hanno vissuta. Le fotografie in bianco e nero che scorrono davanti ai nostri occhi all’inizio del film ci mostrano dei volti sconosciuti, segnati dalla fatica, volti che vorrebbero finalmente trovare la luce dopo aver vissuto per troppo tempo nell’ombra. Questa sequenza iniziale rappresenta l’unica realtà concreta, documentaristica, di Horse Money, che scivola subito dopo nel mondo dei fantasmi, dei ricordi narrati da Ventura, emigrato da Capo Verde a Lisbona nella speranza di trovare una vita migliore. Quello che in realtà lo attende è un buco nero immenso che ben presto lo risucchia, lo annienta, allontanandolo dalle sue radici e allo stesso tempo impedendogli l’accesso ad un mondo che lo rigetta. Ventura vive in un limbo, si trasforma piano piano in fantasma, si ritrova sprovvisto sia di passato che di futuro, usato e rigettato in vita e dimenticato una volta morto dalle cronache ufficiali. Proprio come il suo cavallo Dinheiro, Ventura è divorato dagli avvoltoi che lo hanno sfruttato fino a fargli perdere qualsiasi dignità, fino a frantumare tutti i suoi sogni. Il quartiere di Fontainhas che ha visto sfilare tanti senza nome come Ventura non c’è più. Proprio come le speranze delle persone che l’hanno abitato, il quartiere si è sgretolato, è finito nell’oblio.

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Horse Money, che si presenta come una meravigliosa serie di tableaux vivants dalla luce caravaggesca rende esplicita la volontà del regista portoghese di farsi narratore di una storia che ha bisogno di essere raccontata. Attraverso una luce tutta in chiaroscuri che illumina i volti stanchi di coloro che hanno sempre vissuto nell’ombra, Pedro Costa cerca di ritrovare l’essenza di un popolo privato della sua terra e allo stesso tempo della sua storia. Un popolo la cui identità non è territoriale ma sentimentale. Ed è proprio quest’emotività, quest’umanità che viene messa in luce nel film. Fontainhas non esiste più ma le ombre che lo abitano non se ne vogliono andare, continuano ad affidare al vento le loro speranze deluse, come in un sussurro. Come tutte le anime irrequiete, quelle di Pedro Costa errano alla ricerca di una pace che gli è sempre stata negata, alla ricerca di una terra sognata, di un luogo dove vivere dignitosamente. Horse Money è un condensato di momenti tanto forti da sfiorare la dimensione epica. Un progetto estremamente ambizioso e forte che necessita tempo per essere elaborato. Con il suo ultimo film Pedro Costa dà ancora una volta luce alle ombre che abitano la sua città, scrive la storia di un popolo che non è mai esistito. Il risultato è un ritratto quasi cavalleresco, sublime, fatto di sussurri, lacrime che scorrono silenziose ed emozioni finalmente espresse anche se a fatica. Un film che va visto e rivisto.

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