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LOCARNO 2014 Piazza Grande

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Pause, una commedia romantica in salsa rock'n'roll

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- Il primo lungometraggio del giovane regista vodese Mathieu Urfer, ha regalato alla Piazza Grande di Locarno una commedia dai toni underground squisitamente elvetica

Pause, una commedia romantica in salsa rock'n'roll

Mathieu Urfer ha dimostrato ancora una volta che la cinematografia elvetica sa anche sfornare delle ottime commedie, impregnate di uno humor mordace e di sani momenti di autoderisione. 

Sami, musicista naif che vive la vita come se fosse una ballata country, si trova a dover affrontare una fase dolorosa della vita chiamata “pausa di riflessione”. La sua ragazza, Julia, brillante giurista con la quale vive ormai da quattro anni, decide improvvisamente di lasciarlo. “Improvvisamente” non è forse la parola adatta visto che i segnali d’allarme da parte di Julia sono stati lanciati molte volte. Sami, perso nel suo mondo immaginario dominato dalla musica, non ha però saputo coglierli. Julia si è quindi trovata nell'obbligo di sottomettergli il terribile ultimatum. Con l’aiuto del suo vecchio amico Fernand, cantante country alcolizzato che vive in una struttura medico-sociale, Sami decide quindi di riconquistare la sua Giulietta provandole una volta per tutte che è lui e nessun altro il suo dolce Romeo.

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è una commedia rinfrescante dominata da una colonna sonora coinvolgente, seducente che si insinua nelle orecchie degli spettatori come il canto di una sirena. Mathieu Urfer ci spinge a riflettere sulle nostre paure e sul senso di perdita che si prova dopo essere stati lasciati dalla persona amata. In effetti, malgrado la sicurezza di un amore che si crede forse eteno, il nostro subconscio ci dice di stare comunque all’erta perché niente dura per sempre, neppure l’amore. Sami, il giovane protagonista di Pause, ha dimenticato, o forse ha volontariamente deciso di ignorare, questa voce interiore e ha sempre visto Julia come un elemento immutabile del suo quotidiano. La musica, protagonista a sé stante del film, gli permetterà di continuare a sperare in una riconciliazione, rendendolo però anche cosciente del carattere effimero di una storia d’amore che sembrava solida come una roccia.

Come detto da Mathieu Urfer stesso, Pause è stata l’occasione di mettere in scena un suo fantasma di musicista che è quello di poter risolvere felicemente una situazione disperata grazie alla musica. In un mondo ideale i problemi di coppia potrebbero quindi essere risolti grazie ad una canzone, antidoto ai mali del mondo, sorta di anestetizzante dai poteri magici. Pause è un film dominato da un’ambientazione squisitamente retrò, da un sapore desueto che lo rende però estremamente moderno. Anche se il film di Mathieu Urfer è ambientato nella nostra epoca iper tecnologica, nessun elemento della scenografia sottolinea questo aspetto. Il suo film diventa universale, atemporale, una sorta di scatola del tempo conservata al riparo, segretamente e con cura. Non è un caso che Mathieu abbia deciso di collaborare con il direttore della fotografia Timo Salminen, fedele collaboratore di Aki Kaurismäki, mago delle ambientazioni retrò dal sapore decadente. Un’ulteriore referenza al regista finlandese è André Wilms, altro “habitué” di Kaurismäki, che incarna il personaggio di Fernand con una forza e una sensibilità degna dei più grandi.

Pause ci fa credere nel potere di persuasione della musica e come dicono Warren Beatty e Buck Henry in Il paradiso può attendere: "Prova con la musica (...), quella è sempre convincente".

Pause è prodotto da Box Productions e RSI Radiotelevisione svizzera.

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