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La buca di Ciprì, vorticoso e romantico omaggio al cinema

di 

- Sergio Castellitto, Rocco Papaleo e Valeria Bruni Tedeschi protagonisti del secondo film del regista siciliano in uscita il 25 settembre con Lucky Red

La buca di Ciprì, vorticoso e romantico omaggio al cinema

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, in uscita il 25 settembre 2014 con Lucky Red. Interpretato da Sergio Castellitto, Rocco Papaleo e Valeria Bruni Tedeschi, il film di coproduzione italo-svizzera (Malìa con Rai Cinema e la Imago di Villi Hermann) è una commedia grottesca in stile "buddy movie" ambientata in una città indefinita e un tempo anacronico, in cui si mescolano situazioni dell'oggi con elementi degli anni Cinquanta, come auto, biciclette, lampioni, bistrot, colli di pelliccia  e telefoni di bachelite nera.

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Oscar (Castellitto) è un avvocato fallito e imbroglione, misogino e misantropo, che incontra per caso nel bar della gentile e premurosa Carmen (Bruni Tedeschi) un uomo appena uscito dal carcere. Si chiama Armando (Papaleo) e si è fatto 27 anni per rapina a mano armata e omicidio colposo. Ma è innocente, e l'avvocato intravede immediatamente un possibile business: gli propone la revisione del processo e il relativo gigantesco risarcimento per gli anni passati ingiustamente in cella. Insieme partono alla ricerca dei testimoni di quel giorno fatidico, accompagnati da un randagio che li segue dovunque e che Armando ribattezza Internazionale. Tra quei testimoni c'è anche Arianna (Valentina Bellè) la ragazza di cui Armando era innamorato da giovane...  

Lo spettatore meno giovane avrà l'impressione di un continuo rimando a film che hanno fatto la Storia del cinema, dalle commedie americane di Billy Wilder con la "strana coppia" Jack Lemmon a Walter Matthau a quella di Blake Edwards o quella ancora barocca e ipertrofica francese di Jean-Pierre Jeunet, fino agli omaggi espliciti a Mel Brooks, Hitchcock, Kubrick e persino al film cinefilo per eccellenza, Quarto potere di Orson Welles.

A tutto questo si aggiunge l'animazione che riprende le bande dessinée dei grandi autori francesi e belgi e lo score di Pino Donaggio e Zeno Gabaglio che scorrazzano per le epoche, assistiti gli interventi pianistici di Stefano Bollani. E la sensazione è che Daniele Ciprì non sia alla ricerca di un suo personale codice stilistico ma abbia abdicato a favore di un puro, elegante, vorticoso, a tratti divertente omaggio al cinema d'autore.

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