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Silent Heart: questioni familiari su uno sfondo complesso

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- Bille August è in concorso a San Sebastián con un intenso dramma familiare che ha per sfondo una tematica difficile

Silent Heart: questioni familiari su uno sfondo complesso

Il sedicesimo lungometraggio di Bille AugustSilent Heart [+leggi anche:
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, è stato proposto in anteprima al 62° San Sebastián Film Festival, dove è in concorso nella selezione ufficiale. Il dramma, che usa una tematica difficile come punto di partenza per una storia che parla di questioni familiari complicate, è coinvolgente, realizzato con cura ed interpretato in modo eccellente.

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Le tre generazioni di una famiglia si riuniscono per l'ultimo weekend di Esther (interpretata da Ghita Nørby), che soffre di una malattia terminale, un tipo di sclerosi che può solamente degenerare. La sua mano sinistra è già paralizzata, camminare le è molto difficile e, durante gli stadi finali della malattia, si ridurrebbe ad essere quasi un vegetale. Esther ha deciso di porre subito fine alla malattia con l'aiuto di suo marito Poul (Morten Grunwald), che è un medico e può somministrarle la giusta dose di medicine per un'eutanasia indolore.

L'intera famiglia ha acconsentito, incluse le loro figlie Heidi (Paprika Steen) e Sanne (Danica Curcic), che portano rispettivamente il marito Michael (Jens Albinus) e il fidanzato Dennis (Pilou Asbaek) alla riunione nella casa sul lago. Ma vecchi problemi irrisolti, come un tentativo di suicidio di Sanne, riaffiorano in superficie.

L'ambientazione domestica offre a Silent Heart l'intensità richiesta da un argomento complicato come quello trattato, ma questo non lo rende un film difficile da guardare. La malattia di Esther non disturba, ma anticipa il suo terribile futuro, permettendo allo spettatore di comprendere le ragioni del suo gesto. E le ragioni contrarie – o meglio, le scuse inventate da Sanne ed Heidi – sembrano non solo futili, ma addirittura ridicole, quando si prende in considerazione il contesto più ampio.

L'eutanasia e le sue implicazioni morali e legali non sono il tema principale del film, ma piuttosto delineano lo sfondo su cui i problemi familiari si stagliano e si intrecciano per mano di August e dello sceneggiatore Christian Torpe, che infonde lo humour necessario alla vicenda – su tutte, la scena in cui la famiglia intera, compreso il figlio adolescente di Heidi e Michael e ad eccezione di Sanne, fuma la marijuana fornita da Dennis il 'tossico'.

Questo genere di film, che affronta apertamente questioni di vita e di morte, potrebbe scivolare facilmente in atmosfere da soap-opera, ma grazie a un regista del calibro di August ed attori come Steen e Nørby – e Albinus in un mini-ruolo delizioso, che sorprenderà chiunque lo ricordi nei film di Lars Von Trier – il rischio è evitato. La presenza di Steen, collegata al suo ruolo in Festen di Thomas Vinterberg, suggerisce una connessione divertente e, ironicamente, profonda, fra le vicissitudini delle due famiglie.

Dirk Brüel, veterano della cinematografia, svolge un lavoro eccellente negli interni, e dà ad una scena in esterni particolarmente drammatica un'atmosfera eccezionale, ottenuta usando solo illuminazione naturale.

Prodotto da SF Film Production, (Danimarca), Silent Heart è distribuito all’estero da LevelK.

(Tradotto dall'inglese)

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