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Polemica al Centro nazionale della cinematografia rumena

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- Diversi registi, tra cui il vincitore dell’Orso d’oro berlinese Călin Peter Netzer, mettono in discussione le attività dell’istituzione

Polemica al Centro nazionale della cinematografia rumena

Dopo l’annuncio degli aiuti alla produzione accordati la settimana scorsa dal Centro nazionale della cinematografia rumena, diversi registi locali hanno espresso il loro disaccordo, in particolare Călin Peter Netzer, vincitore dell’Orso d'oro di Berlino 2013, per aver ricevuto una somma inferiore a quella prevista dal regolamento del Centro, e Anca Damian (Crulic - The Path to Beyond [+leggi anche:
recensione
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film focus
intervista: Anca Damian
scheda film
]
), per aver perso completamente il suo aiuto a seguito di una controversa decisione del comitato direttivo dell’istituzione.

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Secondo il regolamento, il nuovo progetto di Netzer, Ana, mon amour, avrebbe dovuto ricevere una somma pari al 20% del suo budget, giacché è arrivato primo nella classifica stilata sulla base della sceneggiatura, e dei lavori precedenti sia del regista che del suo produttore. Ma al posto dei 675 000 euro attesi, il progetto ha ottenuto solo 360 000 euro. La società di produzione Parada Film ha già annunciato che farà ricorso presso il ministero della Cultura.

Damian, invece, sottoporrà al ministero il rifiuto opposto al suo progetto, sebbene Moon Hotel Kabul (questo il titolo) sia arrivato secondo nella classifica delle candidature. La direzione del Centro ha infatti deciso che i punti tecnici ottenuti grazie al successo di Crulic - The Path to Beyond non sarebbero stati presi in considerazione, essendo questo film un documentario. In un comunicato stampa, la regista risponde segnalando che nella categoria documentari (in cui 8 progetti si sono spartiti 375 000 euro) i registi hanno beneficiato dei punti provenienti dai loro lavori precedenti anche quando si trattava di fiction.

Gli affermati cineasti Adrian Sitaru, Marian Crişan, Gabriel Achim, Paul Negoescu e Bogdan Mustaţă hanno scritto lettere aperte che rimettono in questione l’obiettività del Centro. Al di là della sua mancanza totale di trasparenza in materia di rapporti con l’industria (e con la stampa, sarebbe da aggiungere), i registi criticano gli stretti legami tra alcuni membri del comitato di valutazione (che sono oltretutto selezionati in maniera segreta) e le squadre di alcuni film sostenuti.

Un’altra decisione del Centro fortemente contestata: il rifiuto di un lungometraggio dell’ucraino Sergei Loznitsa, prodotto dalla società di Cristian Mungiu, Mobra Film. Il progetto è stato squalificato perché il regista aveva dimenticato di cancellare il suo nome dalla scheda di presentazione del film, una regola imposta dal Centro tra le più criticate.

(Tradotto dall'inglese)

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