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The Imitation Game: violare i codici

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- Benedict Cumberbatch punta ai premi con il biopic di Turing

The Imitation Game: violare i codici

Sulla base di The Imitation Game [+leggi anche:
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, film che ha aperto la 58^ edizione del BFI London Film Festival (8-19 ottobre), si può chiaramente dire che la fama della già nota star inglese Benedict Cumberbatch è destinata a crescere ulteriormente. La performance di Cumberbatch è quella della carriera nel ruolo dell’eccentrico genio matematico Alan Turing, alla guida del team britannico che violò l’impenetrabile codice nazista Enigma - uno dei fattori chiave nella vittoria della II Guerra Mondiale da parte degli alleati.

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Il film è basato sul libro Alan Turing: The Enigma di Andrew Hodges, trasformata in sceneggiatura da Graham Moore. La struttura portante del film è un interrogatorio della polizia di Manchester a Turing nel 1951, dopo un furto nel suo appartamento che rivelò il suo essere gay e il successivo arresto per oscenità - l’omosessualità era illegale al tempo. Il film è ambientato principalmente in Bletchley Park, una vecchia fabbrica di radio che divenne il centro delle attività di controspionaggio britannico allo scoppiare della guerra, nel 1939. Il film presenta anche flashback di Turing, 15enne prodigio, inetto socialmente e spesso maltrattato, che trova un amico in Christopher, ragazzo del quale si innamora.

Non sorprende quindi che Christopher sia il nome che Turing dà alla macchina che sta costruendo per infrangere il codice Enigma, insieme ad un gruppo assortito di altri prodigi e campioni di scacchi. All’arrivo Joan Clarke, matematica molto dotata, Turing - che è ossessivo, irascibile e certo non la persona più piacevole da avere attorno - sviluppa una forma di umanità, ma senza perdere concentrazione sul processo. Sulla carta, un gruppo di persone intelligenti sedute in una stanza per cercare di risolvere un problema non suona troppo affascinante in un film, ma il regista norvegese Morten Tyldum (Headhunters - Il cacciatore di teste [+leggi anche:
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) e il direttore della fotografia Óscar Faura (The Impossible [+leggi anche:
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) danno una verve continentale ad un tema che è la quintessenza della britannicità. Il production design e i costumi sono volutamente più colorati di quelli reali dell’epoca e i personaggi non mostrano la famosa riservatezza inglese. Se questi elementi lo allontanano dall’autenticità, lo avvicinano però ad un più ampio cinema d’intrattenimento, grazie anche all’umorismo lieve dello script di Moore.

Se il cast di supporto, composto da Keira Knightley, Matthew Goode, Mark Strong e Charles Dance, è eccellente, The Imitation Game è però lo show a tutto tondo di Cumberbatch. Con un personaggio corposo e ricco di sfumature con cui giocare, l’attore dà tutto se stesso nel commovente ritratto di un genio tormentato. Il suo sarà il primo nome da scrivere tra le nomination in vista della stagione dei premi.

La produzione inglese/americana è di Black Bear Pictures e Bristol Automotive, con Peter Heslop (Il discorso del Re [+leggi anche:
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) come co-produttore. Studiocanal lo porterà nelle sale britanniche il 14 novembre, e l’uscita europea è prevista nel 2015.

(Tradotto dall'inglese)

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