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ROMA 2014 Film d'apertura

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Soap Opera, una luccicante mélo-commedia

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- Con il film d'apertura del festival Alessandro Genovesi sperimenta un modo inconsueto di scrivere una commedia, metterla in scena e dirigerla, creando una sorta di ibrido poco italiano

Soap Opera, una luccicante mélo-commedia

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, film d'apertura del Festival Internazionale del Film di Roma, Alessandro Genovesi sperimenta un modo inconsueto di scrivere una commedia, metterla in scena e dirigerla, creando una sorta di ibrido poco italiano in cui convergono melodramma, comicità surreale e romanticismo in una veste grafica elegantissima. Giunto alla terza opera dopo i fortunati La peggior settimana della mia vita [+leggi anche:
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, adattamento di una sitcom inglese della BBC (incasso totale € 9.663.000) e Il peggior Natale della mia vita [+leggi anche:
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(€ 7.820.000), il regista e sceneggiatore milanese riconvoca per Soap Opera i protagonisti dei film precedenti, il suo attore feticcio Fabio De Luigi (lo Hugh Grant italiano) e Cristiana Capotondi. Li colloca in un bizzarro condominio che visualizza in sezione come la copertina de "La vita istruzioni per l'uso" di Georges Perec, in una città e un tempo sospesi e indefiniti come ha fatto il collega Daniele Ciprì per La buca [+leggi anche:
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Francesco (De Luigi) è un quarantenne single ancora innamorato della sua ex Anna (Capotondi) che segretamente lo ricambia ma non lo perdona per un tradimento. Francesco incontra sul tram Anna che gli rivela di essere incinta nascondendogli però che il padre del bambino è lui. Poche ore prima  un vicino di casa di Francesco si è suicidato, e nel condominio  abitato anche da due fratelli gemelli (il duo comico Ale e Franz) e l'esuberante attrice di soap televisive Alice (Chiara Francini), arriva la fidanzata del defunto, la conturbante Francesca (la top model Elisa Sednaoui). Francesco la ospita, suscitando la gelosia di Anna, che osserva il suo ex dal marciapiede di fronte ricoperto di neve con tanto di canzone di Billie Holiday di sottofondo. Nel cast anche Ricky Memphis nei panni del migliore amico di Francesco, incerto sul suo orientamento sessuale alla vigilia della nascita di un figlio, e Diego Abatantuono che interpreta uno strampalato maresciallo dei carabinieri che indaga sulla morte dell'uomo.

Alessandro Genovesi nel 2007 aveva messo in scena a teatro una commedia da lui scritta, Happy Family, lodata dalla critica e amata dal pubblico, e da cui Gabriele Salvatores nel 2010 aveva tratto un film che andava contro le consuetudini filmiche nazionali e si avvicinava piuttosto all'estetica di Wes Anderson. E' a questa origine teatrale che bisogna far risalire Soap Opera. Nato inizialmente proprio come copione per il teatro, lo script è stato arricchito ed è diventato un film molto personale. Tutto concorre a creare l'universo iconografico stralunato immaginato dal regista, dalla elegante fotografia di Federico Masiero alle raffinate partiture di Andrea Farri suonate dalla Czech National Symphony Orchestra, alla accurata scenografia di Tonino Zera, che ha ricostruito gli interni nel teatro 8 di Cinecittà e usato le strade di Gangs of New York di Martin Scorsese per gli esterni.  "Il modo di narrare una storia è influenzato dall'aspetto estetico" ha affermato il regista parlando di questo film, che fin dal titolo suggerisce che se il cinema è finzione la vita stessa è un'illusione sponsorizzata da qualche detersivo. E' lodevole lo sforzo di ricerca per scavalcare la commedia "all'italiana" e dar vita a una "internazionale", ma il risultato è ancora un po' distante e negli occhi rimane troppo a lungo il luccichio di superficie.    

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