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Trash, viaggio in Brasile per Stephen Daldry

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- Tre ragazzini delle favelas di Rio al centro di un thriller con velleità socio-politiche e un messaggio ecologico e di pace inguaribilmente ottimista

Trash, viaggio in Brasile per Stephen Daldry

Ogni dieci milioni di cittadini nasce un eroe, un futuro leader impavido e assetato di giustizia e verità. In Trash [+leggi anche:
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di Stephen Daldry ce ne sono addirittura tre, hanno tra i 12 e i 14 anni circa e di mestiere fanno i raccoglitori di plastica in una grande discarica di Rio de Janeiro accanto alla quale sorge la favela in cui vivono. In Brasile li chiamano catadores, si guadagnano da vivere raccogliendo tra i rifiuti il materiale riciclabile, per poi rivenderlo. La vita dei catadores del Jardim Gramacho di Rio, la più grande discarica a cielo aperto, è stata splendidamente raccontata da Waste Land, documentario di Lucy Walker, João Jardim e Karen Harley premiato al Sundance Film Festival 2010 e al Festival di Berlino e candidato all'Oscar.  

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In Trash, i tre ragazzini sono al centro di una specie di thriller con velleità socio-politiche e un messaggio ecologico e di pace inguaribilmente ottimista. I tre si ritrovano infatti in possesso di una sorta di codice lasciato dal braccio destro (Wagner Moura) di un politico corrotto candidato alla carica di sindaco della città. Questo codice nascosto in una bibbia porta ad una enorme quantità di denaro e un libro contabile delle "mazzette" che inchiodano il cattivone. I ragazzini vogliono vederci chiaro e andare fino in fondo, più decisi di un militante politico, ignorando la ricompensa promessa dai poliziotti corrotti sguinzagliati alla ricerca del tesoro. 

Come in una sorta di The Millionaire [+leggi anche:
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carioca, questi ragazzini ipercinetici corrono, saltano e si infilano nei cuniculi per sfuggire agli agenti di polizia che li rincorrono per tutto il film guidati da un giovane capo spietato e corrotto (Selton Mello). Sono aiutati nella loro ricerca della verità da un prete statunitense alcolizzato (Martin Sheen) e una educatrice (Rooney Mara) che operano nella favela (ricordando White Elephant [+leggi anche:
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dell'argentino Pablo Trapero). 

Daldry, che di adolescenti ostinati e saltatori s'intende (Billy Elliot) ha tratto Trash dall'omonimo libro, tradotto in 25 lingue, del suo connazionale Andy Mulligan. Il regista illustra con efficacia un Brasile povero, sporco e sul punto di scoppiare a causa del dislivello sociale, come ci hanno mostrato le immagini dei Mondiali 2014. E pur lasciando a desiderare come thriller per le troppe forzature, si rivela per quello che è: un'elegante favola in un contesto devastante come può essere solo Rio, metropoli emblematica di uno dei Paesi conosciuti con l'acronimo BRICS, dall'economie emergenti e frantumati dalle contraddizioni.  

Trash è troppo perfetto, troppo giusto, troppo corretto per non piacere ad una vasta audience. Potrebbe non essere apprezzato da coloro che si aspettano qualcosa di più ruvido e più vicino alla dura realtà. L'uscita nel Regno Unito è prevista per la fine di gennaio 2015, ma già da fine ottobre sarà distribuito nel resto del mondo. 

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