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ROMA 2014 Prospettive Italia

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Fino a qui tutto bene: cinque personaggi in cerca di un futuro

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- Roan Johnson torna al Festival di Roma con una commedia lieve sul momento in cui finisce l’università e comincia la vita, sorretta da un cast di bravi attori giovani

Fino a qui tutto bene: cinque personaggi in cerca di un futuro

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sia un film fatto con pochissimi soldi e tanto cuore, lo si capisce sin dai titoli di testa: una pellicola diretta dall’“incredulo Roan Johnson” – si legge appena spente le luci in sala – e realizzata “con la garibaldina collaborazione di autori, attori e troupe”. E già fa sorridere. Quella che il regista italiano (ma di padre inglese) porta al Festival Internazionale del Film di Roma, tre anni dopo il suo apprezzato esordio con I primi della lista [+leggi anche:
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, è infatti una commedia lieve e a budget ridottissimo la cui trama, sulla carta, non avrebbe granché di originale, ma che sorretta da un cast di bravi attori giovani e da dialoghi svelti e credibili, risulta una piccola perla di cinema indipendente. 

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Il film, scritto dal regista con Ottavia Madeddu, racconta l’ultimo weekend insieme di cinque giovani (tre ragazzi e due ragazze) che per anni hanno studiato e vissuto nella stessa casa, a Pisa. L’università è finita, ognuno sta per prendere la sua strada: c’è chi rimane, chi torna dai genitori, chi si trasferisce in un’altra città e chi persino in Islanda. Quel periodo della vita protetto, quella sorta di bolla in cui le possibilità davanti a sé sono infinite sta sfumando nel tempo delle scelte e delle responsabilità: amore o lavoro ben pagato? Fare un figlio subito o aspettare condizioni migliori? Inseguire i propri sogni o accontentarsi di quello che viene? 

Fino a qui tutto bene è un film d’attori: Alessio Vassallo, Paolo Cioni, Silvia D'Amico, Guglielmo Favilla, Melissa Anna Bartolini – provenienti i primi tre dall’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica, Favilla dal Centro Sperimentale di Cinematografia e Bartolini scelta dai fratelli Taviani per il loro prossimo Maraviglioso Boccaccio – danno ai loro personaggi verve e personalità, dimostrando una bella sintonia. “Gli attori hanno dormito davvero, per le quattro settimane di riprese, nella casa in cui stavamo girando”, racconta Johnson, “anche perché soldi per l’albergo non ce n’erano”. 

Per realizzare il film, cui partecipa amichevolmente anche Isabella Ragonese (vista di recente ne Il giovane favoloso [+leggi anche:
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), l’autore si è ispirato al sistema produttivo The Coproducers: niente cachet, ma a ognuno viene riconosciuto un “pezzetto” del film in base al lavoro svolto. “A ispirarci sono stati gli studenti che avevamo intervistato per un documentario commissionato dall’Università di Pisa”, spiega il regista, “ci sorpresero per il loro atteggiamento di sfida, di non rassegnazione alla crisi. Così quando abbiamo deciso di trarre un film dalle loro storie, e non avevamo i finanziamenti, anche noi abbiamo deciso di non arrenderci e di fare da soli”.

Un film sull’amicizia fatto grazie agli amici, dunque. Al Festival di Roma è stato ben accolto: fino a qui tutto bene, si direbbe. Per la risposta del pubblico, c’è da aspettare il 29 gennaio 2015, quando arriverà nelle sale con Microcinema.

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