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Marry Me: sposati con tutti

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- La Seminci de Valladolid ospita la prima mondiale della commedia diretta dal belga Kadir Balci, che racconta con garbo lo shock fra culture, personalità ed etnie

Marry Me: sposati con tutti

All’interno del dramma, la commedia e persino l’horror, esiste un sottogenere che, utilizzando il titolo di un film di Robert Altman, potremmo definire “Un matrimonio”: come esempi, possiamo citare nel primo caso il brillante capitolo finale della coproduzione ispano-argentina Relatos salvajes [+leggi anche:
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, nel secondo lo sfrenato Tres bodas de más [+leggi anche:
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e nel terzo il sanguinoso REC 3 [+leggi anche:
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. Ora viene presentato nella sezione competitiva Punto de Encuentro (che mostra opere prime e seconde di richiamo per la loro narrativa o tematica) della 59 Semana Internacional de Cine de ValladolidMarry Me (Trouw met mij!) [+leggi anche:
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 (leggi la news), di Kadir Balci, secondo film – appoggiato dal programma  MEDIA – di un cineasta che è solito affrontare i conflitti fra culture, come dimostrato in Turquaze (2010).

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Come tutti i titoli sopracitati, la maggior parte di Marry Me si svolge proprio durante la celebrazione del matrimonio annunciato nel titolo: quello tra Sibel (una ragazza turca dal carattere forte, al suo secondo passaggio sull’altare, incarnata dalla debuttante Sirin Zahed) e Jurgen (un fiammingo di personalità ben più contenuta, data la sua rigida educazione, cui dà vita Dries De Sutter). Uno shock si produrrà tra le loro famiglie, gravate dai rispettivi bagagli culturali e tradizionali, diametralmente opposti. Perché quando ci si sposa, lo si fa anche con i parenti dell’altro...

Così, l’aggressivo fratello maggiore della fidanzata sarà il prototipo del cognato insopportabile, eretto qui a principale antagonista del finora pacifico protagonista. Ma non saranno gli unici ad affrontarsi, in modo più o meno civile, durante il banchetto: le suocere discuteranno sulla presenza o meno al rinfresco della carne di maiale, i fantasmi degli ex fidanzati si materializzeranno in modo brusco, ed essere o no circonciso diventerà quasi una questione di stato; proprio questo soggetto darà vita a diversi momenti divertenti di questa commedia amabile, girata per lo più camera in spalla (incluse le riprese domestiche realizzate dal fratello della sposa, che vuole studiare cinema e prepara una sorpresa per animare il banchetto) e ricca di scene di ballo, divertimento e gioia.

Balci, con la complicità dello sceneggiatore, romanziere e uomo di cinema Jean-Claude van Rijckeghem (Oxygen [+leggi anche:
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e Moscow, Belgium [+leggi anche:
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), non esagera mai e impiega un tono giocoso e positivo, anche se la scena finale lascia un retrogusto inquietante. La pellicola, quindi, si fa vedere con piacere e sarà sicuramente premiata dal pubblico dei festival cui parteciperà, giacché risulta estremamente facile identificarsi con i personaggi (molti dei quali incarnati da attori non professionisti) di questo film, che ci ricorda il potere enorme che ha sulle persone la propria famiglia, capace di censurarti un bacio sulle labbra al tuo fidanzato in pubblico… anche dopo aver pronunciato il fatidico “Sì, lo voglio!”. 

(Tradotto dallo spagnolo)

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