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Da Berlino alla Garbatella: Arcipelago celebra i 25 anni dalla caduta del Muro

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- Il Festival Internazionale di Cortometraggi e Nuove Immagini (Roma 7-11 novembre) presenta un ricco programma che include corti inediti di Altman, una personale su Delbono e un focus sulla Romania

Da Berlino alla Garbatella: Arcipelago celebra i 25 anni dalla caduta del Muro
Tilda Swinton in The invisible Frame

Dal 7 all’11 novembre torna a Roma, all’Ambra alla Garbatella e al Teatro Palladium, Arcipelago - Festival Internazionale di Cortometraggi e Nuove Immagini, che giunto alla sua 22ma edizione propone una programmazione ricca e articolata, con tre sezioni competitive, eventi speciali, performance, omaggi e inediti.

Nel programma spicca l’evento Berlino 1989-2014. Da Kreuzberg a Garbatella, il Muro che (non) c'è, realizzato in collaborazione con il Goethe-Institut di Roma, la galleria 999Contemporary e il Municipio Roma VIII, per celebrare il 25° anniversario della caduta del Muro. Vi saranno proiettate opere come Cycling the Frame (1988) e The Invisible Frame (2009) di Cinthya Beatt, entrambi con Tilda Swinton; il documentario-capolavoro di Jürgen Böttcher (filmmaker e pittore meglio noto come Strawalde) Die Mauer (1990), realizzato nei giorni della caduta del Muro; Coming Out (1989) di Heiner Carow, primo film dichiaratamente gay prodotto nella ex DDR, uscito nelle sale di Berlino Est proprio la sera della riunificazione; e il mockumentary Der Mauerhase (2007) di Bartek Konopka, metafora graffiante sugli “effetti collaterali” del regime repressivo nella Germania ex comunista.

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Il festival organizza inoltre un Focus Romania, dedicato alla nouvelle vague di Bucarest, con una significativa selezione di cortometraggi firmati da Cristian Mungiu, Radu Jude, Costantin Popescu e Cristian Nemescu, e con la presentazione in anteprima internazionale di Love Bus: Five Love Stories from Bucharest [+leggi anche:
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, film collettivo a episodi in cui il regista Paul Negoescu, qui nelle vesti di produttore, lancia l’ultima generazione di cineasti romeni. Tra gli altri eventi speciali e retrospettive, la proiezione di tre inediti e divertenti cortometraggi “domestici” di Robert Altman (The Kathryn Reed Story, The Party e Pot-au-feu, tutti del 1966) e una personale sul provocatorio regista e attore Pippo Delbono, con l’anteprima italiana del documentario di Béatrice Ilardi Pippo Delbono, un poète en colère (2011), il primo documentario sul suo lavoro in teatro L’Arsenale di Pippo (1999) di Francesco Cabras e Alberto Molinari, e il lungometraggio francese Henri [+leggi anche:
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intervista: Yolande Moreau
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di Yolande Moreau (2013), mai distribuito in Italia e del quale Delbono è protagonista.

Il tutto senza dimenticare le sezioni competitive del festival: ConCorto, la competizione di cortometraggi italiani che vede, tra i 16 film i concorso, il Pardino d’Argento a Locarno Zima di Cristina Picchi, La gita di Giampiero Bazzu, ispirato ad un graphic novel di Gipi, e l’horror “anticapitalista” Starving di Mike De Caro; la seconda edizione di World Wide Series, dedicata alle serie web internazionali, che include Tutte le ragazze con una certa cultura, la prima prodotta dall’attore Luca Argentero con la sua Megatube Creators, Under di Ivan Silvestrini, la spassosa animazione americana 8-Bit Cinema e la serie cinese Men, impossible; e la competizione internazionale The Short Planet, che raccoglie i migliori short film provenienti da tutto il mondo, suddivisa quest’anno in quattro programmi tematici (Metamorfosi e corpi da urlo; Femminile (è) singolare; Tutto a posto, niente in ordine; Geografie fuori luogo): 23 film in concorso, dove spiccano gli italiani Giacomo Cimini (con il sorprendente sci-fi The Nostalgist, interpretato da Lambert Wilson) e Simone Massi (L’attesa del maggio, reduce dall’ultima Mostra di Venezia), oltre a O umbră de nor del romeno Radu Jude e al “coeniano” in salsa horror Sequence di Carles Torrens

Per il programma completo del festival clicca qui

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