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Virados do Avesso: Edgar Pêra, versione commerciale

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- Diogo Morgado è il protagonista della prima incursione del regista sperimentale Edgar Pêra nel cinema commerciale

Virados do Avesso: Edgar Pêra, versione commerciale

In quel regno piccolo e audace che è il cinema portoghese, c’è un regista talentuoso che dopo aver costruito la sua reputazione con varie pellicole sperimentali e iconoclaste, si è lanciato inaspettatamente nel mainstream. Il regista è Edgar Pêra e il mainstream, in questo caso, è una commedia potenzialmente campione d’incassi: un prodotto “pop corn” per un pubblico poco esigente, come tanti ne sono stati fatti negli ultimi dieci anni nel panorama nazionale. Questa settimana è la volta di Virados do Avesso [+leggi anche:
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Con protagonista Diogo Morgado – che l’anno scorso si è fatto conoscere negli Stati Uniti nei panni dell’“hot Jesus” della serie The Bible – questa coproduzione tra Cinecool e Cinemate non intende in nessum momento essere presa sul serio, però questa consapevolezza e la conseguente scelta di un tono farsesco non sono sufficienti per avvicinare al pubblico il suo obiettivo primario: quello di intrattenere.

Morgado è João, uno scrittore che un giorno si sveglia affetto da amnesia selettiva: non si ricorda di essere gay. Decide quindi di lasciare il suo compagno da cinque anni (Jorge Corrula) e si lancia in una nuova vita, inaspettatamente etero. Ma siccome i mali non vengono mai da soli, João ha anche un blocco creativo e non riesce a terminare il suo ultimo romanzo. Isabel (Diana Monteiro), sua rivale nel mondo letterario, vive un blocco simile. Dopo una notte trascorsa insieme, Isabel ruba il romanzo di João e cerca di pubblicarlo come suo.

Il carattere rocambolesco della storia è sgraziato, ma non disturberebbe se non fosse per la valanga di cliché sugli orientamenti sessuali dei vari personaggi. Il tono farsesco della sceneggiatura, certo, esaspera i comportamenti, ma non può giustificare tutto. I gay sono molto gay, con tutto l’effeminato, stravagante e antico che il concetto può (ancora) veicolare, e gli eterosessuali non conoscono la differenza tra la virilità e testosterone strabordante. E anche i personaggi femminili sono archetipi lamentabili: la segretaria è un po’ ninfomane, la sorella borghese e superficiale, la scrittrice una donna sexy e pericolosa...

Tuttavia, c’è qualcosa di sorprendente in questa incursione mainstream di Edgar Pêra. E’ che, formalmente, Virados do Avesso mantiene alcune tracce dello stile del cineasta, delle pellicole di cui è stato “autore” e non solo regista. Ad esempio: l’accelerazione delle immagini, il montaggio dinamico e l’utilizzo di artifici sonori a sostegno di effetti comici, ma senza l’impulso vitale e iconoclasta di altre sue opere come l’indimenticabile Maryalva Mix (2001).

In un registro più concettuale e infinitamente più interessante, Pêra è stato quest’anno a Locarno con Lisbon Revisited [+leggi anche:
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. La pellicola è stata presentata successivamente al DocLisboa ma non ha, per il momento, data di distribuzione commerciale. Virados do Avesso è distribuito da Nos Lusomundo Audivisuais, che ha distribuito anche i film portoghesi di maggior incasso del 2014: Os Maias [+leggi anche:
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(leggi la news), Os Gatos Não Têm Vertigens [+leggi anche:
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(leggi la news) e Sei Lá [+leggi anche:
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(Tradotto dallo spagnolo)

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