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TORINO 2014

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N-Capace: La Terracina surreale di Eleonora Danco

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- Nel suo primo film da regista in concorso al Torino FF, l’autrice teatrale ripercorre i luoghi della sua adolescenza, tra interviste, performance e atmosfere alla Buñuel

N-Capace: La Terracina surreale di Eleonora Danco
Eleonora Danco in una scena di N-Capace

Una donna si aggira per le strade e le spiagge di Terracina, sullo sfondo del Monte Circeo, interrogando giovani e vecchi sui temi fondamentali della vita, a piedi nudi, spesso in pigiama, parcheggiando il suo letto in mezzo a una piazza o davanti al mare, rotolando giù dalle gradinate di una chiesa o facendo a botte con dei bambini vestiti da prima comunione. Tutto questo e molto altro c’è nel riuscito, originale e divertente esordio dietro la macchina da presa dell’attrice e autrice teatrale Eleonora Danco, N-Capace [+leggi anche:
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, presentato in concorso al 32° Torino Film Festival (21-29 novembre), un’opera surreale che si avvicina a un documentario ma che ha alla base una ricerca molto personale e intima, e che coniuga cinema e performance teatrale, dramma e umorismo.

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La protagonista, Anima in pena (la stessa Danco), ha un conflitto con l’anziano padre e con i luoghi della sua infanzia e adolescenza. Decide così di prenderli di petto entrambi, mettendoli al centro di un’esplorazione su temi fondamentali come la famiglia, la religione, il sesso e la morte. In questo suo viaggio, Danco si ferma a parlare con anziani e adolescenti, ugualmente semplici e disincantati, due generazioni agli estremi, due poli in sospensione. “Vecchi e adolescenti sono outsider, i primi non partecipano più alla vita produttiva, e i secondi stanno per entrarci”, afferma la regista, “non hanno nulla da perdere, sono beckettiani, vivono l'attesa. Volevo inquadrare questo vuoto”. Il film è così un susseguirsi di interviste – tra cui spiccano quelle al padre, spesso restio a rispondere alle domande provocatorie della figlia – inframezzate da riflessioni esistenziali in voce off e performance en plein air in cui Danco porta i suoi personaggi a entrare nel suo mondo e a fare cose più o meno assurde.

La pittura di De Chirico e Giotto e il cinema di Buñuel sono i riferimenti visivi dichiarati dalla regista; l’impatto materico tra corpo e natura, uno degli elementi essenziali del film: “installazioni fisiche per arrivare alla memoria”, le definisce la sua autrice. Sulla carta, potrebbe far pensare a un puro esercizio di stile, eccentrico e fine a se stesso. E invece, N-Capace si rivela un’opera affascinante, ironica, sorprendente e autentica, che si spera trovi presto una distribuzione. 

Il film è prodotto da Bibi Film in collaborazione con Rai Cinema, con il contributo del Mibact che lo ha riconosciuto di interesse culturale.

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