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X+Y: un giovane genio, una parete di vetro e il treno della vita

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- Melodramma ben fatto e pieno di fascino, il primo lungometraggio di finzione di Morgan Matthews ha aperto il 6° Festival del Cinema Europeo di Les Arcs

X+Y: un giovane genio, una parete di vetro e il treno della vita
Asa Butterfield in X+Y

"Faccio fatica a interagire con gli altri. Sono strano, vedo il mondo in modo diverso". Scegliendo un piccolo genio della matematica che sfiora l’autismo come personaggio principale di X+Y [+leggi anche:
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, suo primo lungometraggio di finzione, il cineasta inglese Morgan Matthews ha intrapreso una strada melodrammatica piena di ostacoli e già percorsa con successo al cinema, in particolare con Il mio piccolo genio di Jodie Foster e Rain Man di Barry Levinson. Ma il regista, già apprezzato per il suo lavoro di documentarista TV, non si è lasciato intimidire da questi riferimenti e ha ideato un'astuta miscela di emozione e umorismo per un’opera di qualità accessibile al grande pubblico. Un’opera prima seducente che ha aperto (fuori concorso) il 6° Festival del Cinema Europeo di Les Arcs, dopo la prima a Toronto e quattro nomination ai BIFA (miglior opera prima, miglior attore e migliori ruoli secondari maschile e femminile).

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Sceneggiato da James Graham, X+Y racconta il delicato adattamento di Nathan (l'eccellente Asa Butterfield) che ha due caratteristiche che lo isolano dal mondo "normale". Da una parte, è un superdotato che flirta con l’autismo, dotato di una percezione stravagante della realtà e di una spiccata sensibilità per la matematica. Dall’altra, ha subito un trauma violento durante la sua infanzia con la morte del padre in un incidente d’auto. La scomparsa di questa figura protettiva rafforza la corazza sotto la quale si rifugia Nathan, incapace del minimo slancio affettivo e in preda ad alcune ossessioni comportamentali. Cresciuto con una madre affettuosa e devota (Sally Hawkins) con cui la comunicazione è molto difficile, il giovane solitario si appresta comunque ad allargare la sua vita sociale preparandosi per le Olimpiadi Internazionali di Matematica. Addestrato dall’età di 9 anni da un professore anticonformista (Rafe Spall nel ruolo di un ex piccolo genio affetto da sclerosi multipla), Nathan adolescente passerà i test per entrare nella squadra britannica. Un processo che lo porterà in stage a Taiwan con alcuni dei migliori cervelli precoci d’Inghilterra, e che gli farà scoprire l’affetto per una cinese della sua età. Ma riuscirà Nathan a superare le sue paure più profonde, a risolvere l’equazione della vita e dell’amore, a infrangere la parete di vetro che lo separa dagli altri, a salire sul treno della vita e accettare i cambiamenti della vita?

Molto ben interpretato (menzione speciale a Eddie Marsan nel ruolo del coach della squadra britannica) e con un buon ritmo, X+Y coniuga con abilità un soggetto psicologico delicato (l'isolamento mentale dei superdotati non ha niente di piacevole) e un ritratto di adolescente che resta, nonostante tutte le differenze, un ragazzo della sua età. Intrecciando dramma e commedia, e malgrado qualche sovraccarico melodrammatico secondario, il film tesse il suo charme nella spirale di tematiche duali (allievo/mentore, madre/figlio, normalità/stranezza, competizione/libertà, Europa/Asia, ecc.) e rivela un regista da tenere d’occhio.  

Koch Media lancerà X+Y nel Regno Unito il 15 marzo prossimo, mentre Synergie Cinéma Premium ne ha già acquisito i diritti di distribuzione in Francia. Le vendite internazionali sono affidate a Bankside Films.

(Tradotto dal francese)

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