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LUX PRIZE 2014

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Non preoccuparti delle barriere linguistiche, c'è il LUX Prize

di 

- Più impegno è necessario per supportare la distribuzione e la promozione del cinema europeo

Non preoccuparti delle barriere linguistiche, c'è il LUX Prize
Paweł Pawlikowski riceve il LUX Prize per Ida (© Parlamento Europeo)

Tre erano i film in corsa ieri per il LUX Prize del Parlamento Europeo: Ida di Pawel PawlikowskiGirlhood [+leggi anche:
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 di Rok Biček.

Prima dell'annuncio del vincitore durante la cerimonia di premiazione, si è tenuto un seminario al Parlamento per affrontare i problemi principali del cinema europeo di oggi.

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Il principale è, ed è sempre stato, la circolazione delle opere. Solo una minima parte della produzione europea supera i confini linguistici e viene distribuita negli altri Stati membri. Per questa ragione il LUX Prize non assegna finanziamenti ai suoi finalisti ma offre sottotitoli nelle 24 lingue dell'Unione Europea, consentendo loro di viaggiare in altri Stati membri e addirittura oltre Europa. Così è stato per Girlhood, che ha ottenuto la distribuzione in Germania, perché aveva già i sottotitoli in tedesco – grazie al LUX Prize.

“Il LUX Prize è stato di grande ispirazione per il Parlamento Europeo nella creazione di Europa Creativa”, ha commentato l'europarlamentare Silvia Costa, presidente del Comitato CULT.

Rendere un film disponibile è, ovviamente, solo metà della battaglia. “Non basta che un film ci sia, il lavoro va fatto anche per creare la domande per quel film”, ha avvertito Jakub Duszynski, distributore e presidente di Europa Distribution, che ha guidato i presenti al cuore di un altro grande problema odierno del cinema europeo: la promozione.

“Mentre soltanto l'8% del budget di un film va oggi alla distribuzione, soltanto il 3,6% va in promozione. Ed è un paradosso, perché la promozione di un film è molto costosa”, ha dichiarato Doris Pack, ex europarlamentare e coordinatrice del premio. Come ha ribadito Ursula Meier, regista e presidente onorario di Europa Distribution, la promozione è essenziale per far conoscere un film e va adattata a livello locale, perché pubblico e sensibilità culturale variano significativamente da un paese all'altro, e non c'è una misura unica per tutta l'Europa.

Prendiamo Ida, il vincitore del LUX Prize, come esempio: il film è andato bene in Francia, dove ha ottenuto 500.000 spettatori, ma solo 100.000 in Polonia – il suo paese – ed è stato appena visto in Germania. La differenza l'ha fatta l'impegno profuso in promozione.

Il LUX Prize dà una spinta alla promozione attraverso la proiezione dei suoi finalisti in 50 città europee diverse nel corso dei LUX Film Days. I finalisti vengono accolti da un gran numero di festival – e questo aiuta a rendere un film più visibile.

Il Parlamento Europeo ha cercato di superare questi problemi assegnando parte dei fondi MEDIA di Europa Creativa dalla creazione alla distribuzione e alla promozione, ma non possiamo aspettarci che Europa Creativa sia l'unico strumento. Ai fondi europei dovrebbero aggiungersi quelli nazionali e locali. I fondi nazionali per la promozione dei film locali all'estero – che danno ai distributori la possibilità di ottenere finanziamenti dai paesi d'origine del film che promuovono - sarebbero molto utili, ma solo se funzionassero in maniera efficiente in ogni singolo Paese europeo. In generale, dovrebbe esserci un supporto non solo per la produzione, ma anche per la distribuzione e la promozione, in patria e all'estero, come accade in Francia – oggi, ci sono paesi dove tutto questo non è supportato affatto.

E allora che fa il LUX Prize per far andare meglio le cose? È soprattutto un esempio di buona pratica, che offre una grande opportunità non solo ai suoi finalisti ma anche all'intero cinema europeo. “Prendete un paese come la Slovenia”, ha dichiarato Rok Biček, regista di Class Enemy. “Produce quattro-sei film l'anno, con un budget totale di €4M. La nomination di Class Enemy tra i finalisti e il sottotitolaggio – che gli ha già dato la possibilità di essere distribuito in cinque paesi – potrebbero essere un buon segnale affinché la Slovenia investa di più nel cinema”. 

(Tradotto dall'inglese)

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