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Superworld: un racconto intrigante sulla ricerca di Dio

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- BERLINO 2015: Il secondo film di Karl Markovics da regista è stato presentato in anteprima mondiale al Forum della Berlinale

Superworld: un racconto intrigante sulla ricerca di Dio

Il versatile e affermato attore austriaco Karl Markovics ha vinto il premio Europa Cinemas Label a Cannes e il Cuore di Sarajevo per il Miglior Film nel 2012 con la sua opera prima, Breathing [+leggi anche:
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. È stato un debutto sorprendente, e il regista ha appena presentato in anteprima mondiale il suo secondo film (sempre notevole), Superworld [+leggi anche:
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, nella sezione Forum della Berlinale. Il risultato è abbastanza intrigante, e sebbene possa sembrare meno misurato e un po' prolisso rispetto al suo primo lungometraggio, la seconda fatica di Markovics ha molto da offrire.

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Gabi Kovanda (Ulrike Beimpold) è un'addetta di un supermercato di mezza età, che conduce una vita confortevole ma noiosa con il marito, l'architetto Hannes (Rainer Wöss), e il figlio militare di carriera Ronnie (Nikolai Gemel). L'apparente vacuità della sua esistenza, evidenziata dai dettagli colti dalla camera durante i gesti ripetitivi che compie al supermercato e a casa, viene colmata all'improvviso da Dio, o da ciò che lei interpreta come Dio.

Dapprima inizia a sentire strani rumori provenienti da elettrodomestici per poi avere cali intermittenti di attenzione, fino ad arrivare a dialogare con la voce nella sua testa. Si allontana da casa per giorni, incapace di adattarsi all'influenza di questa forza prepotente sulla sua vita quotidiana, che porta ad alcune situazioni amaramente divertenti. L'epilogo, che giunge dopo un potente crescendo nell'ultimo terzo del film, è molto più coi piedi per terra, ma a seconda delle idee teologiche del pubblico, si potrebbe anche sostenere che il finale della storia di Gabi è semplicemente paradisiaco.

Non vi è, tuttavia, alcun dubbio circa la visione di Markovics: il titolo del film, pur riferendosi chiaramente al posto di lavoro della protagonista, si riflette anche nel suo stile visivo, con numerose scene meticolosamente girate a volo d'uccello (dal direttore della fotografia Michael Bindlechner) che si stringono poi attorno all'eroina, sia mentre tira giù rotoli di carta igienica da uno scaffale alto del supermercato all'inizio del film che quando cammina per strada sotto una pioggia torrenziale verso il finale.

Sebbene il suo personaggio sia guidato da una forza superiore, la Beimpold è il potente motore del film, mentre Wöss interpreta il giusto equilibrio tra un beone disinteressato e un marito premuroso. Tuttavia, si sarebbe potuto lavorare di più sul personaggio del figlio. Un'esplorazione leggermente più approfondita della sua professione insolita unita al fatto che vive ancora con i suoi genitori, a differenza della sorella Sabine (Angelika Strahser) che vive con il fidanzato, avrebbe potuto aggiungere più carattere alla sequenza della storia che riguarda la vita familiare, in quanto rappresenta uno spunto interessante.

Nonostante tutto, il film funziona molto bene pur essendo in qualche modo prolisso e ripetitivo, e si può sempre sostenere che la vita del personaggio principale era esattamente uguale anche prima dell'incontro con Dio.

Superworld è prodotto dalla casa di produzione viennese epo-film.

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