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Francesca Neri prof universitaria nel nuovo film di Peter Marcias

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- La nostra quarantena riflette sul futuro incerto dei giovani italiani a partire da un fatto di cronaca, il sequestro della nave Kenza nel porto di Cagliari. In sala prossimamente con Cinecittà Luce

Francesca Neri prof universitaria nel nuovo film di Peter Marcias
Francesca Neri in La nostra quarantena (© Emanuela Scarpa)

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sulla vita e la carriera dell’attrice Piera Degli Esposti (premio Maria Adriana Prolo al 31° Torino Film Festival, Nastro D’Argento speciale 2014), Peter Marcias torna al cinema di finzione, ma sempre ancorato alla realtà, con La nostra quarantena. [+leggi anche:
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Prodotto da Capetown di Camillo Esposito, in collaborazione con la Fondazione Anna Ruggiu e con il sostegno della Fondazione Sardegna Film Commission, il film uscirà in sala prossimamente con Cinecittà Luce

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La sceneggiatura, scritta dal regista insieme a Gianni Loy, ruota attorno a una docente universitaria, Maria, che insegna a Roma e uno studente, Salvatore, che viene inviato a Cagliari per realizzare un reportage su un gruppo di quindici marinai marocchini bloccati nel porto di Cagliari in stato di sciopero perché senza stipendio da nove mesi. “Siamo partiti da un fatto di cronaca”, racconta Marcias, “quello della nave Kenza sotto sequestro per mesi. Un episodio dal quale si sviluppa poi il tema centrale del film che sposta l'attenzione sul ragazzo protagonista e diventa in parte una riflessione sulla condizione dei giovani italiani, senza lavoro e con un futuro incerto”.

Protagonista del film, nel ruolo di Maria, è Francesca Neri, una delle interpreti italiane più apprezzate anche all'estero, in particolare in Spagna, dove ha lavorato con Bigas Luna, Carlos Saura e Pedro Almodóvar. Protagonista maschile, nei panni dello studente Salvatore, è invece il giovane Moisè Curia: “L'ho apprezzato molto nella fiction Rai di successo Braccialetti rossi”, specifica Marcias, “è un giovane attore che arriva dal teatro, molto rigoroso e sensibile. Anche i fratelli Taviani lo hanno scelto per il loro nuovo film”.

La nostra quarantena è stato girato tra Roma e Cagliari: “Il film racconta in fondo la storia di un incontro”, sottolinea il regista sardo, “da una parte a Cagliari una nave porta container con quindici marocchini a bordo in stato di agitazione per mancato stipendio, dall’altra un giovane studente universitario che, partendo da Roma, percorre un viaggio anche interiore, alla scoperta di cosa accadrà di lui in questa Italia contemporanea”. 

“Dunque la quarantena, non è solo quella dei marinai marocchini”, conclude Marcias, “ma metaforicamente anche quella dei giovani, bloccati in uno stallo che non gli fa intravedere un futuro. Non è un film pessimista, vuol essere un invito alla riflessione sulla confusione in cui viviamo".

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