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El gran salto adelante: la Spagna, un paese sull’orlo del baratro

di 

- Pablo Llorca completa, con questo film di finzione condito di cruda realtà, la critica alla situazione sociale spagnola attuale del suo recente documentario País de todo a cien

El gran salto adelante: la Spagna, un paese sull’orlo del baratro
Fabiola Vargas e Israel Elejalde in El gran salto adelante

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, che è un film di finzione, si apre con immagini catturate per le strade madrilene: una folla, cartelli alla mano, manifesta contro i politici che hanno trasformato la Spagna in un paesaggio spettrale, devastato dalla corruzione. Proprio lo stesso territorio martoriato da nord a sud dipinto – in formato road movie documentario – nel film precedente del suo autore, il terribile (per la tremenda desolazione che ritrae) País de todo a cien [+leggi anche:
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, anch’esso in uscita ora. In esso, uno straniero percorre parte della penisola osservando i danni perpetrati dai dirigenti nazionali, autonomi e municipali, che hanno seminato di cadaveri architettonici assurdi un paesaggio che appare spettrale a chiunque sia estraneo al quotidiano di questo paese alla deriva. La voce off di Pedro Casablanc illustra in modo saggio e triste quello che le immagini di Pablo Llorca, captate con forza e immediatezza, denunciano senza paura.

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Non si può quindi parlare di un film senza fare riferimento all’altro, perché sono perfettamente complementari (di fatto, entrambi sono stati presentati all'ultima edizione del Festival del Cinema Europeo di Siviglia). Nel documentario, Llorca ha mostrato la geografia in cui i personaggi di El gran salto adelante cercano di sopravvivere. E se la corruzione, il ladrocinio e e lo scontento hanno lasciato il segno nel paesaggio generale del paese, qualcosa di simile è stato trasmesso ai suoi abitanti. Gli insegnanti di una scuola in un sobborgo della capitale sono in sciopero per difendere l'istruzione pubblica. Tra loro c’è Andrés (interpretato da Israel Elejalde, nominato agli ultimi Goya nella categoria di miglior attore rivelazione per il suo lavoro in Magical Girl [+leggi anche:
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), che comincia a subire il fascino della bella e sexy giovane donna messicana Elena (Fabiola Vargas), madre di una sua alunna e moglie di un uomo maturo (Antonio Dechent), e che frequenta un parco dove la comunità ispanica si riunisce nel tempo libero.

Una trama minimale ma tanto quotidiana permette al regista di Recoletos arriba y abajo di introdurci in una realtà senza filtri né ornamenti. In El gran salto adelante saremo testimoni della vita quotidiana della gente comune, di un quartiere popolare come La Fortuna (nome ironico di una zona tutt’altro che attraente) e di modi di (soprav)vivere che hanno smesso di essere etici e onesti per abbracciare la lotta a qualsiasi prezzo.

In un'atmosfera così sottile e tesa, dove si intuisce che il tempo di toccare il fondo è vicino, risulta più complicato trovare spazio per l'amore, per cui la relazione che comincia Andrés è appesantita dall’apatia, dalle bugie e dall’egoismo. E questo personaggio non è l'unico a muoversi sull’orlo dell’abisso: compagni di scuola, disoccupati, pensionati, senzatetto, studenti, sfilano in questo film sobrio che, come sempre accade nella sua filmografía libera, lo stesso Pablo Llorca ha prodotto, scritto e interpretato.

(Tradotto dallo spagnolo)

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