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Amnesia, thriller familiare tra i fiordi

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- La seconda prova registica di Nini Bull Robsahm è un dramma dai tanti colpi di scena ricchi di suspense ma privi di originalità

Amnesia, thriller familiare tra i fiordi
Pia Tjelta e Christian Rubeck in Amnesia

Un'isola deserta, una giovane coppia in una villa lussuosa, una serie di colpi di scena. Ce n'è abbastanza per un remake nordamericano. Ed infatti Amnesia [+leggi anche:
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, prima ancora della sua uscita in Norvegia a gennaio, è già stato "opzionato" dai registi norvegesi Joachim Rønning e Espen Sandberg, trasferitisi negli States per girare il prossimo episodio dei Pirati dei Caraibi (leggi l'articolo). 

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Il film, in concorso al Bergamo Film Meeting, è la terza sceneggiatura e la seconda prova registica di Nini Bull Robsahm, dopo la co-regia di You Said What? con Patrik SyversenAmnesia è un thriller claustrofobico che riveste - come fosse uno strato di pellicola cinematografica - un dramma familiare dalle dinamiche tipicamente scandinave. Ma i continui twist della sceneggiatura e la violenza latente lo rendono un suspense movie casalingo.  

Thomas e Kathrine sono entrambi scrittori, il primo di best seller di largo consumo, la seconda alle prese con il suo libro d'esordio che si immagina più sofisticato di quelli del marito. Un'occasione per concentrarsi e scrivere è data da un week end nel loro elegante chalet su un'isola della costa norvegese. Presa dal suo libro, la donna rifiuta gli approcci amorosi del compagno. Infastidito, Thomas rivela di volere fortemente un figlio da Kathrine. Per lei non è affatto il momento, presa com'è dal suo sogno di scrittrice. Thomas diventa violento e durante un litigio cade e batte la testa, risvegliandosi totalmente privo di memoria. Non sa più chi sia né chi sia quella donna. E' un uomo diverso, gentile e affabile, e Kathrine ne approfitta per azzerare tutto. Finiscono a letto come fosse la loro prima volta.  

Ma Kathrine sta conducendo un gioco troppo pericoloso. Thomas infatti scopre i propri documenti e il telefono nascosti dalla compagna e si stabilisce così quella che Gunther Grass definirebbe una situazione da "gatto e topo". Il problema è chi sia il gatto e chi il topo. 

Fino a quel momento il rapporto psicologico tra i due protagonisti si mantiene interessante per lo spettatore, anche senza particolari sorprese. Mentre nel lungo finale Nini Bull Robsahm si fa prendere da una specie di sindrome di Shining rendendo il film più scontato di quanto ci si aspettasse, e questo a dispetto delle ottime prestazioni della coppia di attori Pia Tjelta e Christian Rubeck.

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