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Una realtà polimorfa a Cinéma du Réel

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- Il meglio del documentario mondiale è in vetrina alla 37ma edizione del festival parigino che si svolgerà dal 19 al 29 marzo

Una realtà polimorfa a Cinéma du Réel
Denis Lavant in Austerlitz di Stan Neumann

Così come Austerlitz di Stan Neumann che aprirà domani a Parigi la 37ma edizione del seguitissimo festival Cinéma du Réel, il documentario è attraversato da un’ondata di ibridazione. Centrato sulla vita del fotografo dilettante Jacques Austerlitz, collezionista di ogni sorta di immagine e storico dell’arte ossessionato dall’architettura monumentale del XIX secolo, questo lungometraggio (coprodotto da Les Films d'Ici e Arte France) è un’opera al confine tra i generi, con nel cast gli attori Denis Lavant e Roxane Duran.

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Secondo Maria Bonsanti, direttrice artistica di Cinéma du Réel, la produzione attuale di documentari è caratterizzata da "film polimorfi, sempre diversi, talvolta ‘impuri’, che rifiutano di essere imbrigliati nelle reti delle classificazioni, descritti in una sola parola, qualificati con un solo aggettivo. Film in cui il reale è riscritto, immaginato e raccontato attraverso il prisma di altre forme di espressione".

Il programma del festival (che si svolgerà al Centre Pompidou fino al 29 marzo) include una competizione internazionale di 11 lungometraggi che saranno valutati da una giuria presieduta dalla cineasta francese Julie Bertuccelli, affiancata in particolare dalla sua consorella Verena Paravel.

I titoli in lizza compongono una sorta di stato del mondo con il ritratto di un uomo segnato per sempre dal suo primo viaggio militare nel Sahara spagnolo (Africa 815 di Pilar Monsell), un ritorno a Mauthausen con un sopravvissuto ai Sonderkommandos (la coproduzione franco-italiana Dal ritorno di Giovanni Cioni), un’immersione in una Bulgaria disorientata tra eredità sovietica ed entrata nella UE (Et le bal continue di Gueorgui Balabanov), il quotidiano di un villaggio della Siberia (Les forêts sombres del francese Stéphane Breton), una base californiana dove stazionano i soldati di ritorno dall’Iraq e dall’Afghanistan (la coproduzione franco-belga Entre deux fronts di Lydie Wisshaupt-Claudel) e ancora una famiglia di campagnoli trasferita con la violenza alla periferia di Bogotà (il lungo belgo-colombiano Noche herida di Nicolás Rincón Gille). Da notare anche due titoli proiettati al Festival di Berlino: Une jeunesse allemande [+leggi anche:
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di Jean-Gabriel Périot (coprodotto da Francia, Svizzera e Germania) che ripercorre la traiettoria della Frazione Armata Rossa (RAF), e il film portoghese Rabo de Peixe [+leggi anche:
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del duo Joaquim Pinto - Nuno Leonel su un giovane pescatore delle Azorre minacciato dall’industrializzazione del mestiere.

Altre tre sezioni competitive sono in programma a Cinéma du Réel: la prima per i film francesi (dieci titoli), la seconda dedicata a nove opere prime internazionali (con, fra gli altri, Hier sprach der Preis della tedesca Sabrina Jäger, Winter Buoy della svedese Frida Kempff, Voglio dormire con te dell’italiano Matteo Colombo e Une partie de nous s'est endormie della francese Marie Moreau) e la terza che riunisce dieci corti. Un cartellone completato da una "carta bianca" al produttore britannico Keith Griffiths, un Focus sulla Cineteca greca e un programma "Vampiri al cinema".

Da notare che durante tutto il festival e fino al 30 aprile, un’ampia selezione dei film presentati in competizione sarà disponibile in VOD su UniversCiné.

(Tradotto dal francese)

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