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À trois on y va incanta la critica

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- Il trio amoroso di Jérôme Bonnell piace alla stampa. In arrivo anche Paris of the North, Le petit homme e Waste Land

À trois on y va incanta la critica
A trois on y va: Sophie Verbeeck, Anaïs Demoustier e Félix Moati

Commedia sentimentale tinta di malinconia e ritratto delicato di una generazione indecisa, la coproduzione franco-belga À trois on y va [+leggi anche:
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di Jérôme Bonnell (leggi l'articolo), lanciata oggi in 144 schermi da Wild Bunch Distribution, è indubbiamente la favorita dalla stampa tra le novità di questo mercoledì, con alcuni ciritici che arrivano a invocare le anime di François Truffaut e Jean Renoir. Un entusiasmo quasi generale provocato dalla freschezza e l’indiscutibile fascino di un film molto ben interpretato (Anaïs Demoustier, Félix Moati e Sophie Verbeeck) e centrato su un originale triangolo sentimentale (Charlotte tradisce Micha con Mélodie. All’oscuro di tutto, anche Micha tradisce Charlotte con Mélodie, che si ritrova innamorata dei due e complice della menzogna di entrambi).

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"Avere un punto di vista morale sulla storia non m’interessa. Me ne infischio del bene e del male. Soprattutto in un film sulla menzogna d’amore", spiega Jérôme Bonnell. "À trois on y va prende in prestito cose sia dal vaudeville (gli equivoci e le porte che sbattono) che da Marivaux, in cui regna l’ambiguità della verità dei sentimenti. Volevo che si sentissero i personaggi come a un punto di svolta, sull’orlo di una vita futura molto più matura, più dura, più concreta. L’infedeltà e la menzogna, con dei personaggi più maturi, avrebbero avuto un risvolto meno innocente. Mélodie mente tutto il tempo, ma è costantemente vittima di questa menzogna. E’ sopraffatta. Non è mai perversa, solo la situazione lo è".

Questo mercoledì vede sbarcare nelle sale diversi altri film di qualità, come Paris of the North [+leggi anche:
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dell’islandese Hafsteinn Gunnar Sigurosson (recensione - Arizona Films Distribution in otto copie), Macondo [+leggi anche:
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dell’austriaca Sudabeh Mortezai (un’opera prima lanciata in competizione l’anno scorso a Berlino e premio Cineuropa a Lecce - recensione e intervista - Memento Films Distribution in 68 copie), il thriller noir Waste Land [+leggi anche:
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del belga Pieter Van Hees (con Jérémie Renier come protagonista - scoperto a Toronto, premio Cineuropa a Les Arcs - recensione e intervista - Chrysalis Films in quattro copie), la coproduzione franco-italiana La sapienza [+leggi anche:
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di Eugène Green (presentato in competizione a Locarno con Fabrizio Rongione nel cast - recensione - Bodega Films in 12 copie) e ancora Voyage en Chine [+leggi anche:
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di Zoltan Mayer con Yolande Moreau protagonista (articolo - Haut et Court in 94 copie).

Si segnalano infine le uscite di Enfances nomades di Christophe Boula (Borélia Films) e dei documentari Un amour di Richard Copans (Shellac) e 300 hommes del duo Aline Dalbis - Emmanuel Gras (Sophie Dulac Distribution).

(Tradotto dal francese)

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