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CCA: primo bilancio per Joëlle Milquet

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- Il ministro della Cultura pone il suo mandato sotto il segno di un maggiore sforzo per una migliore promozione e diffusione del cinema belga francofono in Belgio

CCA: primo bilancio per Joëlle Milquet
Joëlle Milquet ha assistito ieri al suo primo bilancio del CCA

Joëlle Milquet, ministro della Cultura della Federazione Vallonia-Bruxelles dall’estate scorsa, ha assistito ieri al suo primo bilancio del Centre du Cinéma et de l’Audiovisuel de la Fédération Wallonie-Bruxelles. Se ha potuto rallegrarsi del numero importante di film sostenuti, della diversificazione delle coproduzioni internazionali e della buona circolazione dei film belgi francofoni nei festival, ha nondimeno constatato, con la professione, che malgrado i numerosi sforzi profusi da qualche anno per migliorare la diffusione del cinema belga francofono nelle sue terre, questa resta ancora troppo debole, e sarà dunque al centro delle azioni che conta di portare avanti durante il suo mandato.

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Il Centre du Cinéma, che resta il primo partner del cinema belga francofono (il suo apporto rappresenta il 24,64 % delle quote belghe contro il 23,32 % del Tax Shelter), disponeva nel 2014 di un budget di 28,26 milioni di euro. Dotata di una cifra di 9,83 milioni di euro, la Commissione di Selezione dei Film ha sostenuto dal canto suo 140 progetti, di cui 16 lungometraggi di finzione in scrittura e 23 in produzione, tra cui l’attesissimo Le Tout Nouveau Testament di Jaco Van Dormael, Les Teilacher di Sam Garbarski, Noces [+leggi anche:
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Nel 2014, i film belgi francofoni hanno ottenuto oltre 120 premi nei festival internazionali. In totale, 31 film d’iniziativa belga francofona sono usciti nel 2014 nelle sale belghe e 18 nelle sale francesi, totalizzando 1.321.259 spettatori (16.194.473 spettatori se si aggiungono le coproduzioni minoritarie). Il film faro del 2014 è Due giorni, una notte [+leggi anche:
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Se l’aiuto alla produzione sembra portare i suoi frutti (anche se bisognerà stare attenti a salvaguardarlo, in particolare dopo la venuta meno di un partner privato che finanziava in parte la Commissione di Selezione dei Film), la diffusione del cinema belga in patria resta una delle principali preoccupazioni di oggi. La quasi assenza di star system sul fronte francofono del paese (contrariamente a quanto accade nelle Fiandre), sembra essere una delle chiavi della situazione. E’ di fatto uno dei motori della creazione di un evento come i Magritte, o del programma di produzione di serie belghe lanciato dalla RTBF e il Centre du Cinéma. Il ministro ha ampiamente insistito sulla volontà di instaurare una nuova dinamica di promozione e di diffusione dei film belgi. L’aiuto alla promozione introdotto 16 mesi fa potrà essere valorizzato e rafforzato.

L’obiettivo è che, alla fine, il cinema belga sia presente ovunque e sempre, che faccia parte della quotidianità dei belgi e non sia riservato a un pubblico di pochi eletti. Un ambizioso programma dunque, che per il ministro passa per un coinvolgimento più forte del Centre du Cinéma nella promozione globale del cinema belga francofono, per l’eventuale creazione di un marchio, così come per l’attenzione tutta particolare portata all’accesso ai film dei professionisti della diffusione, molto prima della loro uscita. Bisognerà anche lavorare a una presenza mediatica più attiva e immaginare la creazione di un circuito di diffusione alternativo più efficace. Infine, il ministro ha sottolineato l’importanza cruciale di operare all’interno delle scuole per una migliore educazione all’immagine in generale e al cinema in particolare, e per offrire una migliore visibilità alle produzioni belghe francofone, che si tratti di finzione o di documentario.

(Tradotto dal francese)

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