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Micaela Ramazzotti dark lady in Ho ucciso Napoleone

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- Esce oggi nelle sale l’opera seconda di Giorgia Farina, una black comedy presentata in anteprima al Bari International Film Festival (21-28 marzo)

Micaela Ramazzotti dark lady in Ho ucciso Napoleone
Micaela Ramazzotti in Ho ucciso Napoleone

Napoleone è un pesce rosso, ospite indesiderato di Anita, single e donna in carriera algida e spietata, cui a un certo punto della vita va tutto storto (compresa l'incombenza del pesce affibbiatole dalla piccola vicina di casa). Napoleone sarà solo la prima delle vittime della protagonista del nuovo film di Giorgia Farina, giovane regista che alla sua opera seconda torna a evocare l’eroina vendicativa di La ragazza con la pistola di Monicelli (come nel suo primo film Amiche da morire [+leggi anche:
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- leggi la recensione - David di Donatello per il miglior esordio) e regala a Micaela Ramazzotti (vista di recente ne Il nome del figlio [+leggi anche:
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) un ruolo inedito da cattiva. Ma in Ho ucciso Napoleone [+leggi anche:
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, black comedy presentata martedì scorso in anteprima al Bari International Film Festival (21-28 marzo) e in uscita oggi nelle sale, nessuno è come sembra e anche il personaggio più innocuo si rivelerà, tra un colpo di scena e l’altro, una piccola iena.

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Anita, brillante manager coi capelli da diavolessa e il look da dark lady anni ’40, scopre di essere incinta del suo capo (Adriano Giannini), a sua volta sposato con prole, e nel giro di ventiquattr’ore perde ciò cui tiene di più nella vita: la sua libertà di single senza figli e il suo lavoro. Determinata a riprendersi ciò che è suo, Anita ordisce un raffinato piano di vendetta, aiutata da un timido e goffo avvocato (Libero De Rienzo) e da un improvvisato squadrone della giustizia (o “un gruppo di zozzone”, come preferisce chiamarlo la regista) composto da una spacciatrice di farmaci (Elena Sofia Ricci), una disoccupata perennemente a dieta (Iaia Forte) e una giovane avvocatessa nevrotica (la cantautrice Thony, già protagonista di Tutti i santi giorni [+leggi anche:
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di Virzì).

Almodóvar e le commedie anni ’80 come She Devil, dove la donna è battagliera, sono gli altri riferimenti dichiarati da Farina e la sua co-sceneggiatrice Federica Pontremoli (Habemus Papam [+leggi anche:
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). “Anita è una donna contemporanea”, spiega la regista, “a metà tra un androide e una femme fatale alla Hitchcock, per la quale famiglia e lavoro sembrano inconciliabili. Ma alla fine dimostra che oggi, noi donne possiamo essere tutto: moglie, amante, madre, donna in carriera, e anche cattive”. “Mi sono molto divertita a indossare la maschera di Anita”, racconta la Ramazzotti, “un satanasso dal cuore gelido, scandalosa perché beve e fuma durante la gravidanza, detesta uomini e bambini, non si lagna, non cerca scuse e porta a termine la sua vendetta con lucidità”. L’esatto contrario dei ruoli incarnati finora dall’attrice (madre affettuosa in La prima cosa bella [+leggi anche:
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, fra gli altri), e forse non proprio nelle sue corde. 

Prodotto da Bibi Film e Rai Cinema, Ho ucciso Napoleone è distribuito a partire da oggi da 01 Distribution in 270 sale.

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