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La 46ma edizione di Visions du Réel affronta la realtà del quotidiano con forza e determinazione

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- Dal 17 al 25 aprile la città di Nyon accoglie il festival dedicato al “reale” e riconosciuto come uno dei quattro migliori al mondo

La 46ma edizione di Visions du Réel affronta la realtà del quotidiano con forza e determinazione
Au crépuscule d’une vie di Sylvain Biegeleisen

Dal 17 al 25 aprile la città di Nyon accoglie la 46ma edizione di Visions du Réel, festival internazionale di cinema dedicato al “reale” e riconosciuto come uno dei quattro migliori al mondo. 

La nuova edizione di Visions du Réel è caratterizzata dalla libertà d’espressione e dalla presenza di ritratti di donne d’eccezione che arricchiscono la programmazione con le loro personalità forti, luminose e controcorrente portatrici di speranza e di un necessario stato d’emergenza. Il film di apertura Au crépuscule d’une vie del regista belga Sylvain Biegeleisen ne è un esempio emblematico.

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3700 (un record!) i film scovati durante nove intensi mesi di ricerca in vari festival del mondo intero. Alla fine della selezione ne sono stati scelti 166, provenienti da 54 paesi (28 i film svizzeri) e per la maggior parte presentati in prima mondiale o internazionale. Come sottolineato dal suo direttore Luciano Barisone, il filo conduttore di questa 46ma edizione è un’immagine del mondo che riflette uno stato d’emergenza. La reazione a questa situazione di crisi è duplice: un’opposizione violenta oppure una fuga utopica verso un “altrove” immaginario. I film proposti a Visions du Réel si situano nel mezzo di questi due estremi e  sono portatori di uno sguardo lucido e profondo fatto di ricordi, speranze e piccole grandi conquiste del quotidiano. Luciano Barisone sottolinea la necessità di includere nella programmazione “delle opere che, attraverso le loro scelte formali ed estetiche, diano delle descrizioni e delle interpretazioni personali delle realtà passate e future”.

Il Festival internazionale di cinema di Nyon si impone come un luogo di incontro, di scambio di idee e di dibattito in un clima di libertà d’espressione totale che riflette senza condizionamenti lo stato attuale del mondo e della società nella quale viviamo. Il premio alla carriera Prix Maître du Réel Raiffeisen sarà attribuito al regista franco svizzero Barbet Schroeder. I due attesi Ateliers, saranno invece consacrati al regista francese Vincent Dieutre e al regista armeno Harutyun Khachatryan che presenteranno in quest’occasione una selezione dei loro film più emblematici. Ce que le temps a donné à l’homme della regista francese Sandrine Bonnaire verrà invece proiettato come film di chiusura. Potete trovare la programmazione completa qui.

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