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Felices 140: Il (nefasto) potere del denaro

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- Gracia Querejeta firma con Felices 140 un dramma di humor nero che critica duramente la disumanità che ci caratterizza quando ci sono di mezzo un paio di milioni di euro

Felices 140: Il (nefasto) potere del denaro
Antonio de la Torre, Marián Álvarez, Eduard Fernández, Nora Navas, Maribel Verdú e Marcos Ruiz in Felices 140

"Un dramma sulle più basse passioni umane, venato di humor nero", così la regista definisce il suo settimo titolo, Felices 140 [+leggi anche:
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, un film corale che inizia come una festa allegra in stile Il Grande Freddo o Gli Amici di Peter e si conclude lasciando un senso di amarezza, tristezza e desolazione. Perché? Perché il denaro -quel "potente cavaliere" di cui parlava Quevedo- corrode tutto: amici, famiglia, lealtà, coppie, fiducia...è uno tsunami che distrugge le relazioni quando riesce a occupare troppo spazio nella nostra vita.

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Gracia Querejeta ha riunito un cast di grandi attori spagnoli in una casa di quelle che invidiamo se leggiamo una rivista di arredamento: una grande villa con vista sull'oceano, in cui Elia (Maribel Verdú, diretta per la terza volta da Gracia dopo Siete mesas de billar francés e 15 años y un día [+leggi anche:
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) invita le persone più importanti della sua vita per festeggiare in grande stile il suo 40° compleanno. Alla festa sono presenti, tra gli altri, un ex amante (Ginés García Millán), il migliore amico di sempre (proprietario di un ristorante e sposato, interpretato da Eduard Fernández) e la famiglia formata dalla sorella (Marian Álvarez, rivelazione de La herida [+leggi anche:
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), il marito di quest'ultima (un avvocato-sciacallo interpretato da Antonio de la Torre) e il loro figlio, un adolescente che ammira incondizionatamente sua zia Elia e osserva ciò che accade intorno a lui con innocenza, stupore e, infine, panico.

Perché ciò che accade in un fine settimana in questa "cornice incomparabile" trasformerà la vita di tutti: ci sarà un prima e un dopo nelle loro vite dopo questa riunione tra "amici". Naturalmente, come in ogni comitiva, qui ogni personaggio ha un ruolo definito e distinto: il divertente, il riflessivo, il matto...Un microcosmo con cui la Querejeta -con la complicità del suo co-sceneggiatore Antonio Mercero- ha voluto ritrarre noi, gente di classe media che si crede integra ed etica finché non entra in gioco il denaro, trasformandoci in miserabili parassiti che non ne hanno mai abbastanza. Beh...chi non vorrebbe essere milionario?

La Querejeta ha utilizzato come struttura narrativa un grande flashback: con piccole interviste (cosa che ha usato nel suo recente cortometraggio Cordelias) scopriremo cos'è capitato ad ogni personaggio dopo questo -all'inizio- idilliaco fine settimana. Il resto dell'azione -divisa da un fatto cruciale- trascorre nell'atmosfera un po' claustrofobica di una grande casa, con escursioni occasionali presso un villaggio, un bosco o un faro. La fine del film regala alcune panoramiche spettacolari delle scogliere: metafora di quanto bruschi possano diventare i rapporti umani.

Ma ciò che sorprende è che questa dramedy costituisce una svolta nella filmogafia di una regista che aveva appena lasciato intravedere dello humor (nero, come l'anima di uno dei suoi personaggi) nei suoi film. Questi tocchi di ironia ci aiutano a digerire il messaggio spiazzante del film: la crisi ci rende egoisti, il male genera più male e i "quattrini" tirano fuori il peggio di ognuno di noi. Perché, purtroppo, che piaccia o no, il denaro continua a muovere il mondo.

Felices 140  è prodotto da Tornasol Films, Hernández y Fernández, Foresta Films e La ignorancia de la sangre AIE, con la partecipazione di TVE, Canal +, Ono e di Zona Especial Canaria (ZEC) e il supporto dell'ICAA. Le vendite internazionali sono gestite da Latido Films.

(Tradotto dallo spagnolo)

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