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Primeira Idade: produrre in armonia creativa

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- La nuova società fondata da Joana Gusmão e Pedro Fernandes Duarte si sta concentrando su progetti internazionali di registi portoghesi emergenti

Primeira Idade: produrre in armonia creativa
Joana Gusmão e Pedro Fernandes Duarte (© Joana Linda)

Dopo aver co-prodotto Snakeskin di Daniel Hui con Singapore e l'opera prima di Jonas Rothlaender, Fado [+leggi anche:
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, con la Germania (per saperne di più clicca qui), la casa di produzione di Lisbona Primeira Idade ha ora una line-up ricca di progetti che saranno diretti da registi portoghesi emergenti.

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Primeira Idade è stata fondata nel 2014 da Joana Gusmão e Pedro Fernandes Duarte. La Gusmão (34) - che ha partecipato alla piattaforma di networking Berlinale Talents di quest'anno - in precedenza ha lavorato presso Terratreme Filmes e prodotto Theatrum Orbis Terrarum di Salomé Lamas, tra gli altri titoli. Duarte (29) ha lavorato a Rosa Filmes - ha prodotto, per esempio, The Invisible Life [+leggi anche:
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di Vítor Gonçalves ed è stato assistente alla regia per To Die Like a Man [+leggi anche:
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di João Pedro Rodrigues. L'anno scorso, hanno deciso di unire le forze e di creare una nuova società che mira a fornire ai talenti emergenti una piattaforma dove possono esplorare le loro idee e sviluppare i loro progetti - tutto in un processo di collaborazione con i due imprenditori, che amano definirsi "produttori creativi".

Dai corti ai lungometraggi, e dalla finzione al documentario, la line-up in espansione di Primeira Idade è eclettica, con un tema trasversale: la maggior parte dei registi hanno studiato o lavorato all'estero e hanno quindi riposto fiducia in Primeira Idade per la produzione dei loro progetti internazionali attraverso programmi di co-produzione innovativi.

Tra questi progetti troviamo il nuovo film di Carlos Conceição, Coelho Mau, che sarà co-prodotto dai francesi di Epicentre Films. Il suo documentario Serpentário è una co-produzione con l'Angola e sta per andare in post-produzione. Secondo il produttore Duarte, Conceição - che ha presentato il suo corto Boa Noite, Cinderela lo scorso anno alla Settimana della Critica cannense - "è un regista molto prolifico, con un inarrestabile flusso di idee, e ha un universo cinematografico personale molto interessante".

I nuovi documentari di Margarida Rêgo (A Invenção do Corpo) e Catarina Vasconcelos (Amores Distantes e Pátrias Imaginadas) fanno anch'essi parte della line-up. La Rêgo e la Vasconcelos hanno studiato al London Royal College of Art. "È interessante per noi lavorare con persone che non hanno un background tecnico nel cinema", dice Duarte. "Sono molto più intuitive quando girano."

Migrar Pelas Sombras, il nuovo progetto di Diogo Costa Amarante - ex studente della Tisch School of the Arts di New York - è attualmente in fase di sviluppo. L'obiettivo è quello di finanziarlo attraverso un sistema che unisce fondi pubblici nazionali e il sostegno delle autorità locali dei luoghi in cui il progetto sarà girato. Il film narra di un rapporto madre-figlio, esplorando le motivazioni inconsce dei personaggi e il modo in cui emergono nella loro vita quotidiana.

Infine, c'è anche Mariana Galvão con Atlas, un film su Lisbona, vista come città ospitante da una comunità internazionale di espatriati. Il progetto sarà in diverse lingue e sarà girato in diversi Paesi europei. Si prevedono co-produttori spagnoli, francesi, italiani e tedeschi.

Come fa allora un team così motivato ma piuttosto piccolo a gestire tutti questi progetti? "Passiamo un sacco di tempo seguendo il processo di scrittura," spiega la Gusmão a Cineuropa. "Sebbene la maggior parte di questi giovani registi abbia presentato i propri primi lavori - cortometraggi, per lo più - a vetrine internazionali, il contesto portoghese sottofinanziato rende loro difficile continuare; ci piace quindi assicurare loro un supporto e discutere le loro opinioni tutti insieme. Per una società di recente costituzione come la nostra, le fasi di scrittura e di sviluppo sono molto importanti. Questo è ciò che ci permette, in questa fase, di mostrare ciò che ci piacerebbe fare con le istituzioni di finanziamento e i potenziali co-produttori. È un piacere vedere i nostri progetti prendere forma", conclude la Gusmão.

Nonostante gli ostacoli alla creazione di una nuova società di produzione con una solida reputazione, è probabile che il futuro del cinema portoghese venga in parte scritto da questi due imprenditori.

(Tradotto dall'inglese)

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