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En équilibre: Denis Dercourt da melomane a "melo-man"

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- L'atipico regista francese consegna un film al grande pubblico interpretato da Cécile de France e Albert Dupontel. In uscita anche Still Life

En équilibre: Denis Dercourt da melomane a "melo-man"
En équilibre di Denis Dercourt

Con nove novità e tutti gli occhi dell’industria rivolti verso la rivelazione di domani della Selezione ufficiale della 68ma edizione del Festival de Cannes, questa settimana è di gran lunga una delle meno cariche dell’anno in fatto di film in uscita nelle sale e i critici non hanno manifestato entusiasmo unanime, tranne nel caso del vincitore dell'Orso d’Oro Taxi Téhéran dell'iraniano Jafar Panahi (Memento Films Distribution).

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Ciononostante, è stato un nuovo episodio della sorprendente carriera di Denis Dercourt a scatenare la curiosità. Laureato in Scienze Politiche a Parigi e svolgendo in parallelo la professione di cineasta e di professore di contralto al Conservatorio, il regista ha debuttato con “film brevi” insoliti e degni di nota prima di essere selezionato per due volte al Certain Regard di Cannes (La voltapagine [+leggi anche:
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 nel 2006 e Demain dès l'aube [+leggi anche:
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 nel 2009), per poi trasferirsi a Berlino dove ha messo in scena una sorta di lungometraggio sperimentale (La chair de ma chair [+leggi anche:
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) e una produzione classica in lingua tedesca (Pour ton anniversaire [+leggi anche:
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). Un percorso estremamente personale che oggi si rivolge al grande pubblico con il melodramma En équilibre (vedi news), che StudioCanal ha fatto uscire in 220 sale cinematografiche e che è interpretato da due attori di prima classe: la belga Cécile de France e il francese Albert Dupontel.

"Non voglio che l’universo dei miei film si paralizzi e cerco di ampliare il più possibile la scelta”, spiega Denis Dercourt. "Da quando i produttori della Mandarin Cinéma mi hanno fatto leggere Sur mes quatre jambes di Bernard Sachsé, mi sono immediatamente sentito coinvolto nell’argomento. Forse perché, prima di diventare paraplegico a 30 anni, lui era una controfigura che tirava avanti con lo stipendio, come avevo fatto anche io per molto tempo con la musica." Passione e ricostruzione: l’incontro tra la controfigura equestre segnata da un destino tragico e una donna mandata dalla compagnia assicurativa per una valutazione prima dell’indennizzo, fa sprofondare Denis Dercourt in una situazione melodrammatica e sentimentale abbastanza inusuale per lui e, se il suo sottile senso della misura ha sedotto stampa e grande pubblico, non sono mancate le critiche che lo accusano di tradimento. Possiamo mettere la mano sul fuoco sul fatto che il regista ci stupirà ancora in futuro.

Sbarcano nelle sale anche la commedia satirica Robin des Bois, la véritable histoire [+leggi anche:
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 di Anthony Marciano (in più di 410 sale cinematografiche grazie alla Mars Distribution) e il buddy movie Les gorilles [+leggi anche:
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 di Tristan Aurouet (prodotto dalla LGM Cinéma - EuropaCorp Distribution e distribuito in circa 310 sale) con Joey Starr e Manu Payet nei panni di una coppia di poliziotti incaricati della protezione di personalità importanti e, in particolare, di una star del mondo della musica interpretata da Alice Belaïdi.

Altro film degno di nota è Still Life [+leggi anche:
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 di Uberto Pasolini, vincitore del Premio Orizzonti e proiettato alla Biennale di Venezia nel 2013 (vedi critica e intervista al regista – distribuito dalla Version Originale/Condor in 90 copie) e il documentario Je suis Annemarie Schwarzenbach [+leggi anche:
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 di Véronique Aubouy (scoperto al Panorama Dokumente dell’ultima edizione della Berlinale – distribuito dalla ZED).

(Tradotto dal francese)

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