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LECCE 2015

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Anemistiras: ora comando io

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- Il film d’esordio del greco Dimitris Bitos, un thriller psicologico in cui una bambina tiene in ostaggio i propri genitori, è stato presentato in concorso al 16° Festival del cinema europeo di Lecce

Anemistiras: ora comando io
Danae Androulaki in Anemistiras

“Saremo una famiglia unita, vero papà? Vero mamma?”. Davanti alla macchina da presa, seduti, immobili, ci sono Alkis e Machi. Rispondono alle domande della loro figlia undicenne, Lemonia. Ma non ci troviamo davanti a un quadretto familiare qualsiasi. “Non litigherete più, torneremo a essere come prima, vero?”. Gli sguardi di Alkis e Machi puntano dritto, l’affanno cresce. Lemonia ha in mano una granata. Dopo l’ennesimo litigio dei suoi genitori e le minacce di separazione, la bambina ha deciso di dettare le sue regole, e tenendoli praticamente in ostaggio, sotto ricatto, farà far loro quello che vuole lei, per una volta, forse la prima. E’ l’inizio fulminante di Anemistiras [+leggi anche:
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, opera prima del greco Dimitris Bitos, in concorso al 16° Festival del cinema europeo di Lecce (13-18 aprile 2015), thriller psicologico con protagonista una bambina che, davanti alla disgregazione della propria famiglia, non rimane a guardare, anzi.

Attraverso dei flashback, vediamo come si è arrivati a quel punto. Entriamo nella casa di questa famiglia nella periferia di Atene (la madre è Irini Drakou, il padre Yorgos Valais, la figlia Danae Androulaki) e assistiamo, da una stanza all’altra, alla loro vita quotidiana, i loro silenzi, gli scatti d’ira, gli sguardi carichi d’infelicità. La cinepresa sta attaccata a loro, spesso ferma, a inquadrare i dettagli. Intanto risuonano le domande di Lemonia (“Papà perché sei arrabbiato con mamma? Mamma perché vuoi lasciare papà?”), in una reiterazione che si fa sempre più ipnotica. Poi, come una piccola regista, la bambina comincia a dirigere le azioni dei genitori: ordina al padre di pettinare i capelli della madre, li costringe a brindare, a dirsi ti amo. “Non è bello andare in vacanza tutti insieme?”, dice Lemonia mentre obbliga Alkis e Machi a fare le valigie, prima di partire verso i luoghi dove erano soliti trascorrere l'estate.

“La disgregazione della famiglia è una situazione dominante in Grecia, a causa della crisi”, ha spiegato il regista (anche attore e fondatore della compagnia teatrale ASIPKA) presentando il suo film a Lecce. “Nel film c’è il sogno di una famiglia in cui ci sia unità e dialogo, la speranza che tutto cambi. Le scene sono lente, tra favola e realtà, tra cinema e teatro”. Non mancano nel film elementi di realismo magico, che fanno dubitare dell’esistenza stessa di Lemonia. “La bambina fa presente ai genitori il suo punto di vista, cosa che fino ad allora forse non avevano mai considerato. Quello che è certo è il loro riavvicinamento”. Anemistiras, in greco, vuol dire ventilatore: “qualcosa che rinfresca e rinnova”, conclude Bitos. Proprio come questa originale e coraggiosa opera prima, dove la ribellione di una figlia capovolge i canoni, invita a lasciarsi il passato alle spalle e ricominciare.

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