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Los exiliados románticos: tre per la strada

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- Il terzo film di Jonás Trueba segue lo stesso concetto del suo precedente Los ilusos: girato con pochi mezzi, ritrae momenti semplici ma carichi di sensibilità

Los exiliados románticos: tre per la strada

L’ultimo film in concorso nella sezione ufficiale del 18° Festival del cinema spagnolo di Malaga era molto atteso giacché la pellicola precedente del suo regista, Jonás Trueba, è diventata un caso cinematografico, un film di culto, quasi un manifesto hipster: Los ilusos è, da due anni, il film che ogni giovane metropolitano che segua le tendenze deve adorare. Sicuramente, quel film sprizza cinefilia, ritrae una certa gioventù madrilena moderna e mostra il suo disorientamento emotivo. Los exiliados románticos [+leggi anche:
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utilizza gli stessi elementi, ma in un contesto diverso: i suoi protagonisti si muovono, a bordo di un vecchio furgone – dove dormono, si fanno la barba e fanno colazione – da Madrid ad Annecy, al confine francese con la Svizzera, facendo tappa a Tolosa e a Parigi.

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Sul loro cammino, questi tre ragazzi troveranno le donne che hanno significato qualcosa nella loro vita. E parleranno molto, nei parchi, nelle cucine, sulle terrazze... come in un film di Rohmer, mentre l’estate volge al termine. Un qualcosa di tanto semplice ma anche tanto grande. Trueba confida tanto nel suo mondo (che alcuni potrebbero etichettare come “cultureta” o "viejoven") da convertirlo in materia per i suoi film. E anche se all’inizio si fatica a entrare in questi dialoghi in cui la letteratura è presente in modo petulante, riesce a farci entrare in empatia con i suoi personaggi e a farci sentire il loro stesso abbandono, nostalgia e desiderio.

Girato, come assicura il suo regista, “on the road” con una semplice fotocamera Lumix GH3 (che gli dà un aspetto organico e una luce leggermente onirica), in appena dodici giorni con una squadra ridotta all’osso, Los exiliados románticos è nato da uno scherzo, da un impulso a girare, e invece di cercare il finanziamento e rivoltare mille volte la sceneggiatura, ci si è lanciati in esso con l’incoscienza e la leggerezza di un’avventura giovanile. Il risultato trasmette quella freschezza e raggiunge il suo obiettivo di portarci in un viaggio tra amici punteggiato dalla musica del gruppo Tulsa, la cui canzone Oda al amor efímero finisce per diventare il motto esistenziale di questo road movie.

Il film è anche percorso dall’idea del sogno, prima parola che sentiamo nella sequenza iniziale: i suoi protagonisti hanno dichiarato guerra alla realtà, forse per la loro incapacità di amare. Questo dà un tocco di malinconia di fondo all’apparente felicità di questi individui, lanciati sulla strada in cerca di ideali sentimentali che sono più fantasie che realtà.

Los exiliados románticos ha per protagonisti Vito Sanz, Francesco Carril (entrambi anche in Los ilusos) e Luis E. Parés (visto in El futuro [+leggi anche:
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) nei panni del trio di inseparabili compagni di viaggio che incontreranno sulla loro strada la francese Vahina Giocante, l’italiana Renata Antonante e la svizzera Isabelle Stoffel. Con dialoghi in varie lingue (francese, inglese, tedesco, italiano e spagnolo), il film è stato prodotto da Los ilusos Films e ad occuparsi della sua distribuzione/vendite internazionali è Cinebinario Films

(Tradotto dallo spagnolo)

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