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CANNES 2015 Concorso

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Segreti di famiglia: sguardo e verità

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- CANNES 2015: Frammentando lo spazio-tempo della narrazione, Joachim Trier tenta "l'opera magna" con un film affascinante e abissale

Segreti di famiglia: sguardo e verità
Isabelle Huppert e Jesse Eisenberg in Segreti di famiglia

L'arrivo di un neonato, in particolare di un primogenito, lascia sempre i suoi genitori in uno stato di ebetudine per l’improvviso surplus di emozioni nuove e di perplessita dinanzi all’incognito. E quello di Segreti di famiglia [+leggi anche:
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(Louder Than Bombs) di Joachim Trier, svelato in concorso al 68mo Festival di Cannes, s'iscrive proprio in questa linea giacché il nuovo film del cineasta norvegese è un’opera con mire cinematografiche e filosofiche molto alte che si intrecciano con creatività, complessità e coraggio, riuscendo nonostante tutto a mantenere il filo di una storia fondamentalmente semplice: quella di un padre (Gabriel Byrne) e i suoi due figli (Jesse Eisenberg e Devin Druid) tre anni dopo la morte accidentae della donna di famiglia (Isabelle Huppert), celebre fotografa di guerra.

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Tessendo il suo racconto (scritto col suo fedele collaboratore Eskil Vogt) in modo al contempo circolare e lineare, inanellando figure di stile che frammentano la percezione (presente e passato si sovrappongono, i sogni sfumano nella realtà, l’immaginario si materializza, le voci off si rispondono, e altro) o offrendo di tanto in tanto visioni alternative che contraddicono la prima impressione, Joachim Trier s’interroga sul tema dello sguardo, del vero e del falso, dell’immagine reciproca che hanno i personaggi.

Alcuni segreti vengono svelati, i ruoli si ribaltano e ognuno scoprirà gli altri sotto una luce gradualmente diversa. Il padre ha una storia clandestina con una delle professoresse di suo figlio minore, che a sua volta rivelerà un lato sconosciuto e scoprirà la verità sulla morte di sua madre (il suicidio) che non gli era stata mai detta. Il figlio più grande, invece, scopre nelle ultime foto di sua madre gli indizi di una relazione che tenterà di tenere nascosta a suo padre ma che quest’ultimo scoprirà lo stesso, e affrontando l’amante, capirà quanto abbia male interpretato i sentimenti di sua moglie. Malintesi e impressioni ingannevoli sono dissezionate in un tempo sospeso in cui tutti i personaggi sono chiusi in una forma di autismo (evadono con nuove identità nel mondo virtuale o si rifugiano nelle certezze del passato) che turba la loro comprensione della realtà. Perché è tutta una questione di sguardo, e non d’immagine (che può essere falsificata). Sradicando poco per volta il caos, padre e figlio ristabiliranno la loro identità, l’essenza del percorso di una vita umana.

A questo ritratto di famiglia fluttuante in un deserto di affetti autentici  segnati dalla perdita e i giochi di ruolo incerti, Joachim Trier oppone la forza profonda delle foto della madre che ritraggono mondi ed esseri devastati. Inoltre dà libero sfogo a una magia narrativa dalle mille sfaccettature che pesca nell’immaginazione e nel ricordo. Questa elevata decostruzione formale che lascerà perplesso qualche spettatore e ne irriterà sicuramente qualche altro, avviene a scapito dell’empatia verso i protagonisti, il che non impedisce a Louder Than Bombs di essere un film da rivedere. 

Segreti di famiglia è una coproduzione tra Norvegia, Danimarca e Francia, venduta a livello internazionale da Memento Films International.

(Tradotto dal francese)

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