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TRANSILVANIA 2015 Competizione

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Radiator: una riflessione profondamente personale sul tempo e la vecchiaia

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- L'opera prima di Tom Browne è in competizione per il Trofeo Transilvania alla 14ma edizione del TIFF

Radiator: una riflessione profondamente personale sul tempo e la vecchiaia
Richard Johnson in Radiator

Presentato come "un'analisi cupamente comica della vita familiare, del matrimonio, della vecchiaia e dell'amore", Radiator [+leggi anche:
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è il primo lungometraggio di Tom Browne, favorito da grandi interpretazioni e da una regia di alto livello. Il film ha debuttato lo scorso anno al London Film Festival, ha vinto un Premio del Pubblico al Glasgow IFF quest'anno ed è ora in competizione per il primo premio al Transilvania International Film Festival (29 maggio - 7 giugno).

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Browne apre il suo film con un'esplorazione silenziosa del bellissimo paesaggio della Cumbria: qui, tra le pianure sterminate e le colline coperte di arbusti verdi, sorge il cottage in pietra di Maria (Gemma Jones) e Leonard (Richard Johnson). Dopo aver goduto di una vita felice per decenni, il cottage sembra ora il covo di una banda di accattoni. Montagne di cose, molte delle quali mai usate, disordine in ogni angolo della casa, con grande disperazione di Daniel (Daniel Cerqueira, peraltro co-sceneggiatore del film), il figlio di mezza età che Maria chiama quando Leonard si rifiuta di lasciare il suo divano per quattro giorni. È ovvio che qualcosa dev'essere fatto per trasformare la casa, che ora è un parco giochi per topi e ratti, in uno spazio vivibile, ma Maria e soprattutto Leonard sono riluttanti a cambiare.

Browne utilizza lo spazio claustrofobico e malsano del cottage come base per analizzare come i giorni e gli anni possano causare un degrado irrecuperabile. Il pubblico vede lo stato della casa e della famiglia attraverso gli occhi di Daniel, un insegnante per i bambini con disabilità mentale a Londra, figlio che si renderà presto conto che quest'atmosfera quasi insopportabile pone forse le basi per gli ultimi momenti da condividere con i suoi difficili genitori.

Gemma Jones e Richard Johnson interpretano perfettamente gli anziani coniugi che devono fare i conti con il fatto che la fine della loro vita, come sanno, è vicina. Gli occhi azzurri della Jones e lo strabismo malevolo di Johnson mostrano due diverse reazioni mentre si trovano ad affrontare l'inevitabile: Leonard è pronto a combattere selvaggiamente contro qualsiasi cambiamento nella sua vita, mentre Maria è felice di accontentare le sue richieste prepotenti semplicemente per godere dei rari momenti di calma.

Sebbene ci siano alcune scelte sorprendenti (ad esempio, il pubblico ha l'impressione che non vi sia alcuna relazione di sangue tra Daniel e Maria), Radiator è farcito di una serie di situazioni che sembrano superbamente autentiche. Si affronta il fallimento, ma Browne crea silenziosamente un focolare da cui viene evocata la piccola, serena Fenice di un rapporto distrutto. Alla fine della fiera, il film, il cui titolo viene spiegato verso la fine, è una riflessione sul tempo e su come cambia tutti, avvolgendo i ricordi in bozzoli semitrasparenti destinati a trasformare i momenti infelici della propria vita in momenti sopportabili - o magari anche felici.

(Tradotto dall'inglese)

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